Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Il Pentagono fa spostare 500 marines dalla Spagna alla base di Sigonella
libia
Cinquecento marines provenienti dalla Spagna sono stati spostati, per ordine del Pentagono, nella base italiana di Sigonella pronti a intervenire in caso di minacce rivolte a cittadini o a personale diplomatico americano presente in Libia.
L’ordine è partito direttamente dalla base americana, Kelly Barracks, di Stoccarda, dove vengono pianificate tutte le operazioni militari destinate al teatro africano.
La base di Sigonella, al centro del mediterraneo è soprannominata “The hub of the Med” in virtù della sua posizione strategica al servizio della Sesta flotta della U.S. Navy e delle altre unità di terra e di aria americane e Nato.
Sicuramente gli ultimi accadimenti in Libia hanno stuzzicato l’interesse dei “guardiani del Mondo”. Nelle ultime settimane la tensione tra le autorità di Tripoli e le milizie armate - uscite rafforzate dalla rivoluzione del 2011 che rovesciò il regime di Muammar Gheddafi - sono sfociate in un assedio ai ministeri della Gisutizia e degli Esteri durato diversi giorni. Poi sono ripresi gli attentati dinamitardi: l’ultimo dei quali è avvenuto lunedì pomeriggio a Bengasi, quindi in pieno giorno, nei pressi dell’ospedale di Al Jalaa, con finalità esclusivamente terroristiche poiché diretto ad un obiettivo civile.
Insomma il clima di tensione è in aumento e gli americani sembra non vogliano perdere l’opportunità per giustificare un proprio intervento militare.
Solo l’anno scorso, proprio nella ricorrenza dell’11 settembre, in un attacco al Consolato Usa di Bengasi persero la vita l’ambasciatore Chris Stevens ed altri tre funzionari.
Oggi Barack Obama si ritrova una nuova gatta da pelare perché i repubblicani fanno pressione sul governo accusandolo di non aver organizzato, all’epoca, un intervento per salvare l’ambasciatore ed il suo staff. Quella sera sembra che, tranne pochi operativi della Cia situati in un altro edificio a Bengasi, le truppe Usa più vicine si trovassero nella base di Aviano in Friuli.
Gli esecutori dell’attentato, secondo la Cia, furono terroristi appartenenti ad Ansar al-Sharia legati ad al Qaeda, mentre l’ambasciatrice all’Onu, Susan Rice, fedelissima di Obama (si era in dirittura per la campagna delle presidenziali) disse che Stevens era rimasto vittima della reazione della popolazione furiosa per un film islamofobo realizzato negli Usa.
A ottobre 2012, uno squadrone di Combat Rescue, soldati scelti marines, messi in campo per le missioni più complicate, come portare in salvo i compagni feriti sul campo, vennero dislocati a Birgi in provincia di Trapani. Le loro sospette e inaspettate esercitazioni, con elicotteri Black Hawk, avevano spaventato alcuni contadini della zona. La vicenda aveva scatenato la protesta dei sindaci e delle autorità locali ignare delle manovre militari.
Ora questo nuovo contingente di 500 marines, a Sigonella, è stato dotato di aerei da trasporto V-22 in grado di portare fino a 24 soldati decollando come un elicottero per poi volare come un normale aereo. Ciò fa presagire che ci sia nell’aria l’intenzione di un intervento mirato a un obiettivo ben preciso.
E’ inaccettabile che la Sicilia debba fungere da trampolino di lancio per operazioni militari di cui il nostro Paese, per supina obbedienza all’America, si fa connivente. L'indignazione non dovrebbe fermarsi a proteste locali come se non toccasse l'interesse di tutto il Paese. Un’altra ribellione "antiamericana" in corso nell'Isola, è quella per la costruzione della base radar "Muos" di Niscemi, il potente sistema satellitare, ad altissima frequenza, in grado di inviare e captare segnali nell'intero pianeta che, secondo gli esperti, provocherebbe gravi danni alla salute dei cittadini.
Da mesi sono in atto scontri tra gli attivisti del movimento "NoMunos", sostenuti dalla Regione Sicilia, e l’impianto Usa. La Procura di Caltagirone ha disposto ad ottobre 2012 il sequestro della stazione radio MUOS di Niscemi per la violazione delle prescrizioni fissate dal decreto istitutivo dell'area protetta, ma il sequestro è stato poi annullato dal Tribunale della Libertà di Catania dando così il via libera alla ripresa dei lavori. Il Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Caltanissetta attende ora le motivazioni del Tribunale di Catania per valutare la possibiltà di un ricorso in Cassazione.
Paolo Carotenuto da www.liberazione.it