Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Alessandro Dal Lago, "Liberazione" 08 febbraio 2011
La morte dei quattro bambini Rom a Roma sta
suscitando lacrime di coccodrillo e un'indignazione tutta di paglia. Ma giureremmo che nel giro di pochi giorni la notizia scivolerà in un trafiletto nella pagina degli interni e poi sarà
dimenticata come tante altre simili. D'altra parte, il bunga bunga berlusconiano eccita infinitamente di più l'indignazione di una parte dell'opinione pubblica e non c'è da meravigliarsi che le
tragedie della povertà, dell'abbandono e dell'esclusione lascino sostanzialmente indifferente una società per metà affascinata dalle performance del Capo e per l'altra metà ossessionata dalle
cronache pruriginose di palazzo.
Ma periodicamente fatti come quelli di Roma ci ricordano che la ricca e nevrotica Italia è un paese costruito sull'odio, le divisioni sociali e regionali e soprattutto la ferocia verso ogni tipo
di estraneo, reale e o presunto tale. Chi parla più del "click day", quella specie di gioco sadico dell'oca grazie al quale i migranti dovrebbero regolarizzarsi? E che dire del ministro Maroni
che dai sommovimenti in atto sulla riva sud del Mediterraneo ha saputo dedurre solo la minaccia dei migranti clandestini? E se questi sono gli statisti e i ministri, figuriamoci i comprimari! Il
sindaco Alemanno era quello che aveva promesso di eliminare i campi nomadi da Roma. E, dopo la tragedia, ha dichiarato che non sarebbe successo nulla se il campo abusivo sull'Appia antica fosse
stato rimosso. Come dire che la questione si risolverebbe semplicemente scaricandola da un'altra parte. Sarebbe questo un esempio del federalismo municipale che ci aspetta?
La verità pura e semplice è che nessuno in Italia, e tanto meno la destra, ha mai voluto affrontare la questione dei nomadi, se non schedandoli, come durante la famigerata ondata di panico
sociale scatenata dal governo Berlusconi qualche anno fa. In altri termini, l'esistenza di alcune decine di migliaia di nomadi, in maggioranza italiani e per il resto cittadini comunitari, non
trova posto in una società che si vorrebbe liberale e magari multiculturale. Invece di attrezzare dimore dignitose, dotate di servizi igienici decorosi, collegamenti e servizi scolastici
accessibili, si lascia che i Rom si insedino dove possono, in condizioni disumane, "tollerati" finché qualche solerte sindaco come Alemanno o Moratti non decide che è ora di procurarsi un po' di
consenso, visti i disastri delle loro amministrazioni, e quindi di eliminare il "problema" dei nomadi, allontanandolo dai confini dei rispettivi comuni. Ma non vogliamo pagare per loro! Ci pare
già di sentirli i leghisti, che ora, visto che il loro è diventato un partito "rispettabile", a cui guarda mezzo centrosinistra in vista di future maggioranze, la mettono sobriamente sul
taglio della spesa pubblica, dopo che per anni hanno suonato la grancassa dei Rom ladri da cacciare a tutti i costi.
Ma se è per questo, le lacrime di Alemanno o i borbottii di Maroni sono gli stessi di Rutelli e di Veltroni, il primo specializzato anche lui nello smantellare i campi Rom e il secondo, tra un
libro di viaggi e uno di poesie, nell'esigere la linea dura contro i nuovi barbari. Se c'è una questione che unisce di fatto destra e sinistra, al di là di polemiche strumentali, è proprio quella
dei Rom. Una società politica che difende la mobilità e la "libertà"a tutti i costi, non sa inventare nulla, ma proprio nulla, per gruppi sociali e famigliari che altrove riescono a integrarsi in
società meno razziste e respingenti, e da noi sono chiamati in causa solo quando i loro bambini bruciano nelle roulotte.
E non parliamo degli affidi, come se il problema fosse solo quello dei genitori e non della nostra società, che blatera tanto di famiglia, e di valori famigliari e di dignità dell'individuo,
salvo poi schedare e smantellare le famiglie di clandestini e Rom, quando queste mancano dei servizi elementari, in un misto di repressione e solerte e peloso assistenzialismo.
E dunque oggi tanti fanno finta di commuoversi per la tragedia dei quattro bambini. E magari si commuovono davvero. E domani o dopodomani? E tra un mese? Nel frattempo, lasciamo che le questioni
sociali, quelle dure, che esigerebbero volontà politica, immaginazione e (perché no?) un minimo di carità umana e sensibilità all'ingiustizia siano soffocate dalle avventure d'alcova del capo e
dai contorcimenti di un'opposizione che non si oppone più a nulla di sostanziale. Così vanno le cose nella repubblica del gossip e del peep show nazionale.