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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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LA VERITA' SUL DAL MOLIN

DSC_0005.JPGIl movimento vicentino non è mai stato zitto, ciò che è apparso sui cablogrammi di Wikileaks, non è una novità. Da anni continuiamo a dire quello che l’altro giorno grazie Wikileaks, è apparso scritto nero su bianco nei quotidiani, e questa è la novità. Finalmente la verità non è più una “esternazione delirante” di quei facinorosi del “No Dal Molin, ma è affermata dagli stessi diplomatici statunitensi.

Un Presidente del Consiglio, Berlusconi, che pur con le sue gaffes e pur di essere una persona imbarazzante, con un linguaggio povero e non politico, ma cialtrone, va bene lo stesso, poiché serve per costruire una nuova base in Italia e i giochi strategici USA.

“Gli Stati Uniti, hanno fatto buon viso a cattivo gioco – si legge nei cablogrammi – per incassare senza troppe resistenze, il sì del governo italiano sul Dal Molin”. Nei cables Wikileaks, sotto “La base di Vicenza” si legge che “nei rapporti dei diplomatici americani, l’Italia è “una piattaforma strategica unica per le truppe USA, permettendoci di raggiungere facilmente le aree del Medioriente, dell’Europa Orientale e dell’Africa. E a causa di questa posizione, l’Italia è la sede del più completo arsenale militare – dalla 173° brigata aerotrasportata ai Global Hawks (aerei di ricognizione strategica a lungo raggio da spionaggio, senza pilota), di cui noi disponiamo al di fuori del territorio degli Stati Uniti. Cosa ancor più importante, l’Italia ha dimostrato la volontà e anche l’entusiasmo, di affiancare gli Stati Uniti, nell’affrontare molte delle più importanti questioni della nostra epoca. Con la creazione di AFRICOM, l’Italia è diventata un partner ancor più significativo per il progetto energetico. I diplomatici USA, si dicono molto soddisfatti per la riuscita dell’operazione e per il contributo di Paolo Costa, commissario straordinario del governo italiano. Le proteste dei pacifisti e dei vicentini, del movimento NO DAL MOLIN – sono considerate - solo un ricordo. Anche grazie alle rassicurazioni di La Russa: “Abbiamo fiducia nel Consiglio di Stato - dice il ministro ai suoi referenti dell’ambasciata USA – ma se vinceranno i ricorsi presentati contro l’ampliamento delle basi, vi garantiamo comunque una soluzione”.

Il Consiglio di Stato nel 2008 produce pareri favorevoli all’ampliamento della Base di Vicenza.

“Resta il problema dell’extraterritorialità, gli statunitensi esigono che quello all’interno del muro di cinta sia considerato suolo americano, con leggi americane e militari americani a farle rispettare. Gli italiani replicano che l’extraterritorialità vale solo per le basi costruite nell’immediato Dopoguerra e ora la Costituzione lo vieta. Come contro risposta a Letta sottosegretario governativo, gli americani rispondono che se non vogliono così ci sono altre basi in Europa. A Vicenza fa notare, Washington, c’era il comando Setaf per l’Europa meridionale, basta estendere all’Africon la continuità giuridica della vecchia base”.

Ciò che è avvenuto a fine 2009, dove la Ederle fa un realisting e diventa comando Africon.

“Cosa può incassare gli USA da questo governo? Spogli è esplicito: L’Italia ci permetterà di consolidare i progressi fatti nei Balcani, negli ultimi vent’anni, le loro forze armate continueranno a giocare un ruolo importante nelle operazioni di peacekeeping in Libano e in Afghanistan e in fine il territorio italiano sarà strategico per l’Africon: comando a Stoccarda, ma bombardieri di stanza a Vicenza, nella base Dal Molin e portaerei della VI flotta a Napoli”.

Per questo sono state rinforzate e ammodernate le basi PLUTO e Tormento?

A Vicenza intanto cresce lo scempio della nuova base USA nel DAL MOLIN, 614.00 mq edificati sopra la falda con 3800 pali impiantati e conseguente disastro idrografico, l’edificazione immobiliare e gli affitti per i 15.000 statunitensi che stanno arrivando dagli USA e Germania. Alla fine ci saranno più di 18.000 americani a Vicenza su una città di 114.000 abitanti, con tutte le conseguenze sulla viabilità, sull’inquinamento e sul disaggio sociale. Ma i porta schei!

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