Il Consiglio regionale, ha votato a larga maggioranza un emendamento su fotovoltaico e impianti di biogas e biomasse, che a nostro avviso non rappresenta per nulla un passo avanti. Anzi, rischia di essere una vera e propria foglia di fico, con la quale coprire il via libera alla diffusione a modello "capannoni veneti" delle centrali di biomasse e soprattutto delle aree agricole "riconvertite" a centrali fotovoltaiche.
L'articolo 4 della Finaziaria Regionale limita fino al 31 dicembre 2011 la realizzazione in aree agricole di centrali fotovoltaiche superiori a 200 Kilowatt,che significa in termini di
territorio occupare almeno 2000 mq. E non ci pare che occupare mezzo campo da calcio sia poca cosa. Ma forse è meglio dire che quell'articolo non prende in considerazione la necessità che
gli impianti fotovoltaici rispondano al concetto di produzione elettrica per l'autoconsumo, favorendo la realizzazione degli impianti domestici sui tetti delle
abitazioni, oppure sui tetti delle industrie o delle strutture pubbliche o degli immobili esistenti in aree agricole. Il fatto grave è che si consente di “scappare” dalla moratoria a tutti i
progetti, anche di grandi dimensioni, già presentati in Regione.
Per quanto riguarda la produzione di energia da biomasse o biogas, l'emendamento pone un limite rispettivamente di 500 e 1000 Kilowatt, ma non fa riferimento ad esempio al fatto che gli
impianti siano alimentati esclusivamente con gli scarti delle coltivazioni delle aziende che realizzano l'impianto e quindi si accetta la logica che potranno essere utilizzate prodotti
importati dall’estero o che saranno coltivati esclusivamente per la combustione, causando danni seri al sistema agricolo veneto. Ma almeno per questi impianti non ci sono le deroghe previste
per il fotovoltaico e quindi qualche progetto si fermerà realmente, anche se solo fino a fine anno, assicurando un po’ di respiro per qualche territorio. Un aspetto positivo è sicuramente
quello di avere richiamato la Giunta all’esigenza di una pianificazione nel settore delle energie rinnovabili, purtroppo eludendo ancora una volta il tema del Piano Energetico Regionale che
aspettiamo da oltre 10 anni.
L'assenza di un Piano Energetico Regionale, continua a rimanere il vero problema, così come l'assenza del Piano per i Rifiuti speciali, e si continua a procedere con interventi approssimativi,
pasticciati, fuori da ogni logica di pianificazione e programmazione. Per questo come Federazione della Sinistra abbiamo espresso voto di astensione, ritenendo la proposta emersa del
tutto insoddisfacente. Nel territorio è cresciuta la sensibilità dei cittadini che si organizzano e che rivendicano un cambiamento di rotta, in difesa del territorio e della salute,
ed è grazie alla mobilitazione dei cittadini che anche questa volta si è riusciti a strappare qualche apertura, anche se la riteniamo del tutto inadeguata. Ed è per questo che non è nostra
intenzione prendere in giro i cittadini, ma anzi vogliamo essere al loro fianco nelle battaglie contro il proliferare selvaggio di impianti che devastano il territorio agricolo e danneggiano
ulteriormente la salute della popolazione
Pietrangelo Pettenò consigliere regionale Federazione della Sinistra Veneta