Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
In Italia i giovani sono «in via d'estinzione» e costituiscono una «merce sempre più rara» per il mercato del lavoro. L'affermazione è arrivata dal direttore del Censis, Giuseppe Roma, in audizione alla commissione Lavoro della Camera. «Dal 2000 al 2010 abbiamo letteralmente perso 2 milioni di giovani tra i 15 e i 34 anni d'età - ha spiegato Roma- e i dati strutturali ci dicono che le nuove generazioni (inattive ndr) rimpiazzano quelle vecchie». Inoltre «i pochi giovani che ci sono - ha argomentato il direttore del Censis - viste le poche prospettive del mercato nazionale del lavoro diventano i nuovi immigrati "di lusso" che studiano e trovano un'occupazione all'estero». A fare compagnia all'Italia in Europa c'è la Germania, mentre «la Francia e la Gran Bretagna sono più dinamiche, anche perché hanno popolazioni giovani "nuove" che arrivano dalle comunità straniere». Roma punta il dito anche contro la "formazione troppo lunga": in Italia lavora il 66,9% dei laureati di 25-34 anni, contro una media europea dell'84%, l'87,1 registrato in Francia, l'88 della Germania e l'88,5 del Regno Unito. Al contrario di quello che accade negli altri Paesi europei, il tasso di occupazione tra i laureati italiani di 25-34 anni è più basso di quello dei diplomati della stessa fascia di età (69,5%). Ma se come soluzione il Censis rivaluta la laurea breve, l'apprendistato, gli sgravi alle aziende e il self-management in Italia i giovani non hanno futuro. Tranne che come misura fiscale a favore delle imprese.