Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Daniele Nalbone, www.liberazione.it
«Non siamo un partito». Ma una forza politica, ormai sì. E' questo il dato che emerge dai risultati alle amministrative del Movimento Cinque Stelle. Dopo il successo alle regionali dello scorso
anno, i grillini bissano. Nei grandi centri, lo fanno soprattutto a Bologna dove la lista capeggiata da Massimo Bugani arriva al 9,5%, fermandosi una manciata di voti prima del traguardo delle
20mila preferenze. Risultato: due seggi andranno agli "anticasta". Ottimo risultato per la truppa di Vittorio Bertola, candidato a sindaco di Torino: 4,97% di consensi e 22.403 voti: un seggio.
Meno forte, invece, Beppe Grillo a Milano e soprattutto a Napoli, dove però i rispettivi 21.228 voti (3,22%) e 6.411 (1,38%) saranno decisivi nella corsa al ballottaggio. Se a Bologna e Torino,
quindi, la domanda è cosa faranno ora i grillini seduti al fianco di quei politici tanto odiati, a Milano e Napoli ci si chiede: Pisapia o Moratti, De Magistris o Lettieri?
Ufficialmente i candidati sindaco delle due città, il giovanissimo Mattia Calise (classe 1990) e Roberto Fico non prendono posizione. Ma chi pensa che per i grillini Pisapia o Moratti, De
Magistris o Lettieri, pari sono, si sbaglia di grosso. Partiamo da Milano: i grillini sanno che quel 3,22% (un po' deludente visti i risultati nazionali) può pesare - e molto - nel ballottaggio.
Certo di entrare in consiglio comunale, il M5S si dichiara assolutamente estraneo alla partita Pisapia-Moratti. «Non ci schiereremo» ha spiegato a caldo Calise. Libertà di scelta quindi. Con
probabile ricaduta "spontanea" su Pisapia.
A Napoli, Roberto Fico in campagna elettorale ha poco incarnato lo spirito del "santone" Grillo, che si è immediatamente scagliato contro De Magistris. Fico, invece, è andato molto più cauto,
evidentemente consapevole del favore che De Magistris ha incontrato, giorno dopo giorno, tra i rioni di Napoli. Fico ha più volte spiegato che «se ci ritroveremo in Consiglio comunale insieme,
saremo i migliori alleati di De Magistris». Con appena 6.441 voti, Fico non siederà in consiglio, ma quell'1,38% potrebbe essere decisivo per impedire la vittoria di Lettieri, nonostante la
versione ufficiale del M5S reciti «non faremo apparentamenti con De Magistris». Basta infatti fare un giro sulla pagina facebook del M5S di Napoli per capire che il popolo di Grillo non ha dubbi:
tutti per De Magistris. Per qualcuno «per non far vincere la camorra»; per altri perché in fondo De Magistris è «uno dei nostri». La sensazione è che con una figura come De Magistris, e con una
coalizione come quella che ha sostenuto l'ex pm, ridurre al minimo il voto "dell'anticasta" è più facile.
Lo stesso non può dirsi a Torino e Bologna. Candidature molto "di partito" come quelle di Fassino e Merola hanno fatto sì che le piazze del V Day riempissero le urne per sostenere politicamente
l'esperimento di Grillo. Cosa faranno, ora, Bertola a Torino e Bugani a Bologna? Di posti in giunta o commissione neanche a parlarne. Restano però dei punti fermi: «In consiglio comunale saremo i
soli contro la Tav». «Siamo noi il Terzo Polo di Torino - esulta il candidato Bertola - ora porteremo in consiglio trasparenza, sorveglianza ma anche tante proposte che speriamo Fassino faccia
sue». Più forza di filo-maggioranza, quindi, che di opposizione. A Bologna, invece, è chiaro come con due seggi conquistati il M5S si candida fortemente ad assumere le vesti di vera e propria
forza politica. In fondo il candidato sindaco Bugani, forte dell'esperienza di Giovanni Favia prima in consiglio comunale al tempo di Del Bono, oggi in consiglio regionale, è un candidato "di
sinistra" che ha trovato spazio nel M5S e legittimazione dai tanti delusi dalla politica. Bologna, d'altra parte, è la culla del movimento di Beppe Grillo. Altro che antipolitica. La sensazione,
tanto sotto le due Torri che sotto la Mole, è quella di una vittoria molto politica che viene da lontano: dalle regionali dello scorso anno, non certo da facebook.