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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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Il mondo non è piatto: un appello dei partiti di comunisti del mondo contro la guerra libica

E' compatta la voce dei Partiti comunisti di tutto il mondo sulla guerra scatenata contro la Libia: un no senza ombre. «Le ragioni umanitarie adottate sono pretestuose. Polvere negli occhi dei popoli. Gli obiettivi reali sono gli idrocarburi della Libia»: così la Dichiarazione congiunta dei 60 Partiti Comunisti ed Operai che prendono posizione contro l'intervento. Tra gli altri, i partiti comunisti di Belgio, Brasile, Canada, Gran Bretagna, Danimarca, Norvegia, Messico, Spagna, Turchia, Svezia; naturalmente l'Italia con Rifondazione comunista e Pdci.
In Russia, Zuganov, presidente del Pcfr (Partito comunista della Federazione russa), prende posizione non solo contro l'intervento, ma anche contro il governo del suo Paese: «E' deplorevole che la Russia non abbia utilizzato il diritto di veto al Consiglio di sicurezza dell'Onu»; in tal modo, «con un voto miope e senza principi», diventa «partner nelle operazioni per il "Grande Medio Oriente" controllate dall'America».
In forze, l'Alba (Alleanza Boliveriana per Le Americhe), che comprende Bolivia, Cuba, Ecuador, Nicaragua, Venezuela, fa muro contro l'intervento: «Ciò che interessa all'Impero è solo il petrolio»; e dal Messico il Pt (Partito del Lavoro) fa sentire il suo deciso rifiuto «a ogni forma di guerra, intervento militare o uso della forza dall'estero anche per risolvere i problemi interni dei paesi».
Vigorosissimo il Kke (il partito comunista greco) che ha anche organizzato una marcia contro il governo di Papandreu colpevole di partecipare all'operazione, nonché davanti agli uffici dell'Ue e all'ambasciata Usa. «E' una guerra ingiusta, sporca, imperialista. Il popolo libico è l'unico che può decidere sulla risoluzione degli enormi problemi che ha davanti. Non ha bisogno di lupi che lo sorveglino».
Nemmeno la Francia è piatta. «E' impossibile idealizzare Gheddafi, la cui politica fluttuante ha oscillato tra l'anti-imperialismo incoerente e l'allineamento, anche mascherato, alle politiche occidentali - dichiara il Prcf (Polo della Rinascita Comunista in Francia) - Ma oggi la questione che si pone è quella di impedire la smaccata ri-colonizzazione della Libia con il pretesto dell'intervento umanitario». Non senza aggiungere: «E' davvero triste che la Cina, che dispone del diritto di veto all'Onu, non l'abbia utilizzato».
Tra i 60 partiti comunisti che hanno sottoscritto l'appello non compare il Partito comunista cinese (quasi 80 milioni di iscritti); ma l'editoriale apparso a fine marzo sull'organo ufficiale del partito, il Renmin Ribao, è una ferma condanna degli attacchi in Libia: «La tempesta di sangue che l'Iraq sta attraversando da otto anni e le indicibili sofferenze alle quali è stato sottoposto il suo popolo costituiscono allo stesso tempo un ammonimento e un'immagine speculare di quanto sta accadendo oggi».
Anche la Federazione Sindacale Mondiale (Wftu) ha detto no, rivolgendosi a Unione Europea, Stati Uniti, Francia, Inghilterra e loro alleati: «Ipocriti e bugiardi».

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