Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Cade la foglia di fico dei caccia bombardieri mandati in Libia per non
sparare. Si fa la guerra. Silvio Berlusconi l'ha promesso a Barack Obama, Giorgio Napolitano benedice papale «l'ulteriore impegno dell'Italia». Per festeggiare il 25 aprile il premier telefona al
presidente degli Stati uniti, gli dice che il governo italiano intensificherà il suo intervento in Libia. La Nato chiama l'Italia risponde. E il Parlamento? Da Montecitorio e palazzo Madama si
alza, solitaria, la voce di Antonio Di Pietro. L'Italia dei valori prova a dire che «bombardare una nazione non può essere considerato uno sviluppo naturale della risoluzione Onu». L'avesse mai
fatto. La democratica Anna Finocchiaro censura l'atteggiamento di Di Pietro, parla di «inaccettabile attacco al capo dello Stato»....
Il Pd indossa l'elmetto, i dubbi sono fuori dal Parlamento e in alcune forze parlamentari - Italia dei valori e Lega - che però agitano la crisi libica anche per motivi elettorali. Da parte sua il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, di fronte alla completa eclisse della politica rispetto alle armi osserva: «Non c'è nulla di naturale nel bombardare la Libia, ed è scandaloso che questo avvenga senza un voto del Parlamento. Di cattivo gusto che questo annuncio sia giunto il 25 aprile. Chi ha lottato per la libertà in Italia ha lottato per quella Costituzione che ripudia la guerra». I due principali partiti dell'arco parlamentare italiano plaudono senza riserve le parole del capo dello Stato....
da Frida Nacinovich in Libia, "Berlusconi va in guerra, Napolitano e Pd benedicono", www.liberazione.it