Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Interrotti i lavori nel cantiere - Il cantiere è stato di fatto assediato dai dimostranti. Frange di No Tav lo hanno infatti raggiunto da più lati obbligando le forze dell’ ordine, che hanno messo in sicurezza gli operai, a disporre l’interruzione dei lavori per evitare il peggioramento della situazione. L’unico operaio che ha riportato ferite per il lancio di una pietra è stato medicato e sta bene.
Bombe carta sugli agenti - Nei gravi scontri che si sono verificati a ridosso della recinzione del cantiere della Tav che è stato sfondato, sono rimasti feriti cinque poliziotti. Uno è svenuto a seguito dello scoppio di una bomba carta; un secondo ha riportato la frattura del setto nasale; un altro ha riportato ferite lacero-contuse al capo. Infine altri due hanno riportato ustioni.
Ferito un operaio - Un operaio del cantiere Tav è stato colpito in modo non grave da una pietra lanciata dai manifestanti. È stato subito soccorso dal personale sanitario della Polizia e pare stia bene. Nel frattempo si è avuta notizia che i manifestanti che hanno raggiunto lo storico presidio No Tav della Val Clarea hanno dato luogo al lancio ripetuto di razzi di segnalazione, finalizzati, come già avvenuto il 27 giugno scorso, a scandire i tempi di coordinamento dei diversi gruppi di manifestanti. allo scopo, probabilmente - come sostiene la stessa Questura - di cercare lo scontro con le forze dell’ordine. Intanto un’altra ala radicale del movimento, staccatasi dal corteo centrale partito da Exilles, proprio all’inizio della manifestazione, si è incamminato lungo i sentieri dei boschi in direzione Ramats, al fine di raggiungere il cantiere sito al ridosso dell’area archeologica sottostante.
Sale la tensione - Almeno quattro lacrimogeni sono stati sparati dalla polizia che presidia l’area del cantiere Tav della Maddalena di Chiomonte. Si è trattato, come spiegano in Questura, di un’azione di contenimento in quanto i primi manifestanti, passando per i boschi, sono stati notati in prossimità della recinzione. L’area del cantiere corre sotto il viadotto dell’ autostrada del Frejus ed è costituita da una rete metallica sovrastata da filo spinato. Dietro c’è un’imponente cordone di poliziotti in tenuta antisommossa. Si sentono continuamente tonfi che potrebbero essere di lacrimogeni. Il grosso dei manifestanti è ancora qualche decina di metri più a valle all’altezza della baita. Sull’autostrada ci sono poliziotti, carabinieri e numerosi veicoli delle forze dell’ordine.
I manifestanti raggiungono la baita del presidio - Dopo un’ora di marcia per i boschi i primi dimostranti No Tav da Giaglione hanno raggiunto la baita che è stata costruita abusivamente vicino alla Maddalena di Chiomonte e che era diventata il primo presidio dei No Tav. La costruzione si trova ancora all’esterno dell’area del cantiere presidiata dalla forze dell’ordine.
Lancio di sassi: chiusa l’A32- In concomitanza con l’inizio del corteo anti Tav, per il momento del tutto pacifico, le forze dell’ordine hanno dovuto far chiudere, per ragioni di sicurezza, l’ Autostrada A 32 nel tratto Bardonecchia-Susa, dopo che ignoti hanno lanciato sassi dall’area sovrastante la galleria Cels in direzione delle stesse forze dell’ordine. Inoltre la Questura ha reso noto che nel corso delle mirate bonifiche nell’area del costituito cantiere LTF in località La Maddalena, è stato rinvenuto un contenitore con 14 bombe carta, poste sotto sequestro. Secondo la Questura, il corteo partito regolarmente da Exilles è composto da circa 3.000 persone e a breve dovrebbero arrivare sul posto dalla stazione di Chiomonte, i circa 1.000 manifestanti provenienti da Torino e provincia in treno. Presso l’autoporto di Susa, invece, sono giunti 11 pullman per la presenza complessiva di circa 600 persone. Al campeggio di Venaus risulta abbiano passato la notte circa 1.000 persone.
Partito il corteo - Almeno un migliaio di persone si sono messe in marcia da Giaglione (Torino), in Val di Susa, per raggiungere, attraverso i sentieri di montagna, l’area della Maddalena di Chiomonte in cui si sta realizzando il primo cantiere dell’alta velocità. Ai numerosi residenti nella valle si sono aggiunti gruppi di autonomi e frequentatori dei Centri sociali; alcuni manifestanti vengono da Roma, dal Veneto e anche dalla Francia. Un elicottero delle forze dell’ordine controlla dall’alto i movimenti del lungo corteo. Con i manifestanti ci sono anche i sindaci dei 23 Comuni della valle che hanno aderito alla manifestazione.Fino a domenica scorsa i No Tav vi avevano un presidio con tanto di tendopoli: la struttura però era stata sgomberata dopo una prova di forza della polizia, che ora mantiene il controllo della zona con migliaia di agenti. E in migliaia si stanno radunando sotto il forte di Exilles, in Valle di Susa, per partecipare alla marcia di protesta contro la Tav.