Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Da due giorni la stampa britannica sottolinea la determinazione del governo Cameron a mettere in atto la no-fly zone sulla Libia.
Negli Stati Uniti la segretaria di stato Hillary Clinton, ha confermato che l’imposizione di una no-fly zone sulla Libia è presa in “seria considerazione” da USA e alleati. A raffreddare gli entusiasmi è però il segretario alla difesa Rober Gates: ha detto che “non è il momento per gli Stati Uniti di entra in un’altra guerra”. L’ammiraglio Mullen ha aggiunto che imporre una no-fly zone sulla Libia è “un’operazione estremamente complessa”. James Mattis capo del comando generale degli Stati Uniti ha affermato che “Non vi sono illusioni da farsi, sarebbe un’operazione militare e dato che le forze di Gheddafi dispongono di missili terra-aria, si dovrebbe mettere fuori uso le difese aeree libiche con attacchi aerei. Ciò richiderebbe un gran numero di aerei, che opererebbero dalle basi USA nell’Italia meridionale. Per l’operazione sarebbero necessari anche altri ereoporti, soprattutto in Egito e Tunisia. Al Comando delle forze navali USA in Europa a Napoli, nella base di Sigonella e nelle altre basi USA in Italia tutto è pronto. Nel completto disinteresse del parlamento compresa quasi tutta l’opposizione, che attende la decisione della Casa Bianca, ignorando le pesanti implicazioni dell’uso del territorio italiano per un’operazione bellica contro la Libia o i Paesi africani, capeggiata dagli USA. Nel frattempo l’unità della marina statunitense hanno transitato ieri nel canale di Suez per raggiungere il Mediterraneo. L’imposizione della no-fly zone nel caso della Libia è un’azione di guerra, perché priva uno Stato sovrano del proprio spazio aereo e perciò non è detto che sia avallata dall’ONU. Potrebbe però, accadere che gli Stati Uniti e la Granbettagna (come è successo nel passato) si facciano carico della decisione. Gheddafi ha messo sull’avviso ieri: “Se gli americani verranno sarà per loro un bagno di sangue e troveranno un altro Afghanistan. Ma penso che gli USA e l’Europa eviteranno di venire da noi. Obama non è un colonialista”. E Vicenza che farà?