Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
21 agosto 2010
A luglio la FIAT aveva licenziato tre operai (due dei quali delegati sindacali FIOM) dello stabilimento di Melfi. La settimana scorsa il giudice del lavoro li aveva reintegrati evidenziando il comportamento antisindacale tenuto dalla FIAT stessa. Oggi la FIAT ha mandato un telegramma ai tre operai di Melfi "invitandoli" a non presentarsi in fabbrica. L'azienda, infatti, scrive che "non intende avvalersi delle loro prestazioni" anche se rispetterà gli obblighi contrattuali nei loro confronti, fino al 6 ottobre (data di discussione del ricorso, presentato dall'azienda, contro la sentenza di reintegro).
La dirigenza della FIAT, ormai è chiaro, ha un obiettivo ben preciso: cancellare qualsiasi diritto e ripristinare relazioni di lavoro ottocentesche al limite della servitù. Per ottenere ciò non rispetta neppure le decisioni del giudice del lavoro. Da lunedì ci sarà un presidio davanti alla fabbrica di Melfi. La FIOM con questa iniziativa intende spiegare ai lavoratori i contenuti del ricorso sul licenziamento dei tre operai, accolto dal giudice del lavoro. Noi comunisti diamo piena solidarietà alla FIOM e ai lavoratori licenziati e reintegrati ai quali viene impedito, di fatto, il diritto al lavoro. Il "rispetto degli obblighi contrattuali" (salario e quant'altro) da parte di un'azienda che non permette il ritorno al lavoro è un atto di arroganza padronale, un insulto verso tutti i lavoratori e le persone oneste.
Non ci sono né ci possono essere giustificazioni dell'atteggiamento dei vertici FIAT. In questa battaglia non si può essere neutrali. Si sta da una parte o dall'altra. Ed è giusto esprimersi anche da una provincia (Vicenza) così distante da Melfi perché i diritti devono essere uguali per tutti e la solidarietà di classe non può avere confini.
Noi comunisti stiamo, come sempre, dalla parte dei lavoratori. Chiediamo alle altre forze politiche e sociali democratiche di fare altrettanto.
Giorgio Langella
segr. prov. Partito dei Comunisti Italiani – Federazione della Sinistra Vicenza
23 agosto 2010 (ore 15.15)
La FIAT vuole impedire agli operai reintegrati di accedere alle postazioni in catena di montaggio. Vuole impedire loro di LAVORARE e non prende neppure in considerazione la sentenza del giudice del lavoro. La Fiat propone di mettere a disposizione degli operai la “saletta sindacale” dove restare durante il turno di lavoro, in attesa del pronunciamento del giudice sul ricorso della casa automobilistica. Questa proposta è stata rigettata dai dirigenti della FIOM e dai legali dell'organizzazione sindacale. Poco dopo le 15, i tre dipendenti sono usciti dall'azienda.
Una notizia, questa, che dimostra tutta l’arroganza dei “signorotti” della FIAT.
I tre operai vogliono LAVORARE. È un loro diritto. È un diritto di tutti. Non si accontentano di ricevere il salario per non fare nulla. La loro posizione è ben chiara: i lavoratori non si vendono né si comprano. La FIAT deve farsene una ragione. Non può fare e disfare quello che vuole. Il governo e le forze politiche che siedono in Parlamento dovrebbero impedire a Marchionne e soci di stravolgere la Costituzione e insultare le Istituzioni. Perché alla FIAT viene lasciata tale impunità e impudenza?
Invitiamo tutti i cittadini a riflettere. Da una parte i lavoratori vogliono lavorare, dall’altra i “signorotti” della FIAT vogliono impedire loro di farlo. Non ci sembra che ci possano essere dubbi. La ragione è dalla parte dei lavoratori, l’arroganza da quella dei padroni.
Ai lavoratori che dimostrano per l’ennesima volta dignità e serietà diamo il nostro incondizionato appoggio.
Giorgio Langella
segr. prov. Partito dei Comunisti Italiani - Federazione della sinistra di Vicenza