Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
L’esposizione al cromo esavalente e al nichel ad aver provocato il decesso degli ex lavoratori della Tricom-PM Galvanica di Tezze, non il fumo di sigaretta. Secondo il dott. Paolo Crosignani: le pessime condizioni di lavoro degli operai, evidenziati già nelle ispezioni dello Spisal dell’Ulss 3 di Bassano del Grappa; l’esposizione anche per brevi periodi, inferiori ad un anno, al cromo esavalente sono le cause del cancro ai polmoni. Sono queste, le conclusioni a cui è giunto responsabile del dipartimento di medicina preventiva dell’Istituto nazionale per la ricerca sul cancro di Milano, nel valutare le condizioni degli ex dipendenti dell’azienda galvanica di Tezze deceduti prematuramente per cancro ai polmoni.
Eccesso di rischi anche con contatti brevi
Il primo passo del perito Paolo Crosignani, nel suo lavoro di quasi 300 pagine, è stato quello di acquisire un rapporto del dipartimento di prevenzione dell’Ulss 3 destinato alla procura di Bassano. Nel documento c’è anche la documentazione sanitaria dei lavoratori della Tricom-PM Galvanica raccolta negli anni, la quale evidenzia che “sin dalla prima indagine venivano riscontrate manifestazioni cliniche tra gli addetti al reparto cromatura indici di danno da esposizione da cromo, la cui esposizione era anche indicata dai valori presenti nelle urine”. Non solo, “ negli anni successivi al 977 la situazione appariva peggiorata” Nella consulenza tecnica, il prof. Paolo Crosignani è giunto ad altre importanti conclusioni: anche se i soggetti deceduti per carcinoma polmonare erano fumatori, “questo non ha alcuna rilevanza nel poter attribuire al fumo l’eccesso di mortalità per tumore del polmone”, osserva l’esperto. Parla poi della correlazione tra i tempi di esposizione al cromo esavalente e l’insorgenza delle malattie, citando vari studi scientifici. “Il lavoro di Sorah riporta eccessi di rischio per tumore del polmone anche per brevi esposizioni, inferiore a un anno, negli addetti ai bagni di cromatura.
“Il Giornale di Vicenza” del 02 marzo 2011