Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Da www.vicenzapiù.com, Vicenzapiù del 2 marzo 2011
Comune di Vicenza - Pari opportunità: no alla pubblicità lesiva delle donne e più componenti femminili negli organismi direttivi. Entra nel vivo l'attività della commissione comunale
No all'affissione di pubblicità lesiva della dignità delle donne, maggiore presenza femminile negli organismi direttivi di enti ed istituzioni cittadine, ottenere contributi a tutti i livelli per la realizzazione di progetti che promuovano l'uguaglianza tra tutti i cittadini.
Istituita dal sindaco Achille Variati lo scorso 7 settembre, la
Commissione Pari opportunità per le pari opportunità, sotto la presidenza della consigliera comunale delegata Cristina Balbi (nella foto), è già entrata nel vivo delle sue attività e ha
già prodotto le prime iniziative concrete per rimuovere gli ostacoli che favoriscono la discriminazione nei confronti delle donne, per promuovere la cultura delle pari opportunità per tutti e per
facilitare la partecipazione delle donne alla vita sociale, culturale ed economica, politica ed amministrativa della comunità.
Ha illustrato le novità questa mattina a palazzo Trissino la stessa Balbi assieme ad altre componenti della commissione: Lorella Baccarin, Francesca Nisticò e Cinzia Bottene (consigliere
comunali), Loredana Zanella (associazione femminile Acisjf), Giuseppina Grimaldi (organizzazione datoriale Apindustria), Denise Mingardi (Uil), Tatiana Dal Santo (Confcommercio).
La commissione sottoporrà innanzitutto al Consiglio comunale una delibera firmata dalle consigliere Cristina Balbi, Isabella Sala, Lorella Baccarin, Francesca Nisticò, Cinzia Bottene e Patrizia
Barbieri per l'adesione all'iniziativa promossa dal coordinamento nazionale dell'Unione donne in Italia (Udi) che prevede una moratoria della pubblicità lesiva della dignità di genere. Non solo:
la proposta di delibera contiene anche la richiesta agli organi di governo nazionale e regionale di dare attuazione alla risoluzione del Parlamento europeo sull'impatto del marketing e della
pubblicità sulla parità tra donne e uomini.
"Spesso basta
guardare a come viene reclamizzato lo stesso prodotto in Italia e nel resto d'Europa per comprendere come i messaggi e le immagini della pubblicità consolidino qui da noi lo stereotipo della
donna in ruolo subalterno rispetto all'uomo", ha evidenziato Balbi. In sostanza la delibera prevede l'istituzione di una commissione tecnica di monitoraggio, valutazione e sorveglianza, che dovrà
definire i criteri di valutazione utili ad individuare i messaggi pubblicitari e le immagini commerciali che presentano stereotipi di genere o che incitano al sessismo e alla violenza, in modo da
negare l'affissione sugli impianti di proprietà comunale. Il documento prevede inoltre di invitare i titolari privati degli impianti ad aderire alla moratoria, rifiutando la pubblicità ritenuta
lesiva della dignità della donna.
La presidente della commissione Balbi ha inoltre già inviato una lettera a Variati con la richiesta di "riservare una particolare attenzione nell'individuazione e nella nomina dei componenti
degli organismi direttivi di enti ed istituzioni della nostra città, in modo che le presenze femminili siano proporzionate a quelle maschili". La missiva si rifà peraltro ad una Raccomandazione
del 2003 del Consiglio d'Europa in cui si sottolinea come, tra le nuove domande delle democrazie contemporanee, vi sia l'aspettativa che il potere venga diviso in modo paritario tra uomini e
donne negli organi di governo, nelle assemblee elettive ai vari livelli territoriali, nei partiti politici, nei sindacati e nelle organizzazioni datoriali. "La società è composta di uomini e di
donne e le capacità e i talenti sono equamente distribuiti nel genere umano - ha sottolineato Balbi -, rinunciare alla metà di queste risorse riteniamo sia una perdita per la
collettività".