Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Oggi
alle 14.00 P.zza De Gasperi e Castello erano gremite di migliaia di donne e uomini, che manifestavano la loro indignazione. Donne che esprimevano il disappunto nell’essere viste e trattate come
oggetti. Donne che sono scese in piazza in simultanea, in 120 città italiane per dire “Se non ora quando”, per dire basta ad un potere patriarcale, per i diritti e la libertà. A Vicenza circa
15.000 persone, chi con la sciarpa bianca, chi con l’ombrello rosso simbolo del femminismo, hanno sfilato dietro gli striscioni lungo Corso Palladio. Un corteo caratterizzato dal disgusto nei
confronti di Berlusconi e dall'indignazione per gli uomini che accettano tale immagine, ma anche nell’espressione dell’autodeterminazione della donna. Un corteo che non voleva essere contro le
prostitute, ma per le donne. Si è particolarmente distinto il gruppo delle “Donne No Dal Molin” che sfilava dietro allo striscione “Non siamo mai state zitte, le persone e la terra non sono in
vendita”. Un gruppo rumoroso, che si faceva sentire dal suono caratteristico delle pentole.
In P.zza Matteotti gremita, si sono succeduti diversi interventi di donne, sindacaliste, poetesse e del cantautore Luca Bassanese che oltre aver cantato una sua canzone per la giornata, ha intonato “O bella Ciao” delle Mondine. In particolar modo sono stati a lungo applauditi gli interventi di Lorena Garzotto per le “Donne No Dal Molin” e di Cinzia Bottene, consigliera di Vicenza Libera e rappresentante del Presidio Permanente. La Garzotto ha ricordato: le lotte delle donne del Presidio contro una base di guerra, contro i danni ambientali e sociali che la Ederle Bis causa e causerà; la piena autonomia delle donne del Presidio, che si sono messe in gioco in prima persona, in questa lotta; lo sfruttamento del corpo, non solo della donna, nel mondo del lavoro, dove i tempi fisiologici sono mercificati per il profitto; Ha inoltre rammentato sul fatto che le donne sono viste come premio del guerriero dai soldati americani. La Bottene è intervenuta su come la manifestazione non deve avere un messaggio perbenista; sullo sfruttamento non solo del corpo della donna, ma anche dell’intellettualità, nel mondo del lavoro; e sul mancato raggiungimento della parità sia istituzionale, sia sul lavoro, sia sociale con gli uomini e la mancata solidarietà di questi. Su come solo il 20% delle donne sono presenti nelle istituzioni. A Vicenza solo 8 su 40 consiglieri comunali. Ha affermato inoltre, che pur non essendo questa la via, come le quote rosa debbano essere applicate nei diversi settori.