Renato Cardazzo, segretario regionale PRC - Un primo commento a caldo del risultato elettorale di queste amministrative non può prescindere dall’esprimere la grande soddisfazione per la sconfitta evidente di Berlusconi e delle forze politiche che lo sostengono. Una sconfitta generalizzata nel paese, che a Milano si è tradotta con lo straordinario successo del candidato della sinistra Pisapia, ma che emerge in tutta la sua ampiezza nell’attenta lettura dei dati delle provinciali e delle Comunali La Lega che aveva provato in modo pressoché sistematico nei comuni del nord la corsa solitaria, solleticata dall’idea di occupare le amministrazioni, ne esce con le ossa peste, vincendo in pochissime situazioni e per lo più consentendo al centro sinistra di eleggere propri sindaci. Nel centro sinistra il PD ottiene un risultato significativo, ma forte ed evidente è il peso che la sinistra, pur ancora divisa, oggi è tornata ad esercitare, come nella straordinaria prova di Napoli con De Magistris.
Nonostante la censura
totale e la messa al bando di ogni riferimento da parte dei mezzi d’informazione il risultato del PRC Federazione della Sinistra è buono. Da mesi con un sapiente uso politico dei sondaggi si era alimentato l’idea di una nostra progressiva estinzione, che
certo non ha favorito il nostro lavoro di conquista dei consensi. Da mesi tutti gli istituti di ricerca continuavano a darci all’1% in discesa ulteriore, ed invece la realtà ci restituisce un
dato nazionale superiore al 4% ( Elezioni Provinciali - 9 province, Voti validi per le liste: 1.626.596, Voti per la Federazione della Sinistra: 71.707 pari al 4,41%, Voti per Sinistra e
Libertà: 72.333 pari al 4,45%)
sommando i votiu ottenuti nelle 9 preovincie al voto
Nel Veneto la Lega vince a Treviso, un successo scontato per una campagna elettorale dove la vera assente è stata la proposta di alternativa politica. IL PD tiene bene, anzi meglio del previsto, mentre a sinistra il buon risultato di SEL non giustifica la scelta di autosufficienza, che disperde un patrimonio significativo che pure a sinistra esiste. Rifondazione costretta da veti e da furbizie di basso profilo a correre in solitaria prende un prezioso 1%, mentre la lista del Pdci/sinistra unita, che in nome dell’unità ha spaccato la federazione, nonostante il suo promotore goda di grande notorietà presso la stampa e le televisioni locali, prende 1,1%.
Bene per rifondazione a Rovigo dove il candidato della federazione della sinistra Masin prende il 5,1%, bene anche ad Adria. in provincia di venezia a cavarzere e chioggia andiamo sopra il risultato delle ultime regionali, a S.michele al Tagliamento raddoppiamo i voti ottenendo il 4.3%. Eleggiamo consiglieri comunali a Quarto d’Altino e Campolongo Maggiore. bene anche ad Este ed Abano dove aumentiamo i voti. Bello il risultato di Brogliano nell’alto vicentino, dove i compagni usano le elezioni per ricostruire la presenza del partito e ottengono la piacevole sorpresa di eleggere due consiglieri comunali.
Dalla tornata elettorale emerge con chiarezza la necessità di moltiplicare gli sforzi per la costruzione nel territorio di Rifondazione Comunista, come struttura portante di una Federazione della Sinistra che sempre più deve diventare luogo di costruzione del lavoro di massa, popolare, di iniziativa unitaria. Ci sono le condizioni perché anche nel profondo nord, nel Veneto, si provi a ricostruire un confronto nella sinistra, per provare a costruire un progetto politico capace di relazionarsi e anche di scontrarsi alla pari con il PD, per provare a spostare la deriva moderata di questo partito. Non proponiamo nè pasticci elettoralistici, né furbate tecniche per prenderci qualche poltrona o qualche nomina di sottogoverno, concessa come fa il padrone con l’osso al cane scodinzolante. Proponiamo iniziative concrete: in difesa dei beni comuni, contro la privatizzazione dei servizi, contro la delocalizzazione, per il salario sociale, per il recupero e la valorizzazione ambientale contro le grandi opere devastanti ed inutili, per il blocco dei licenziamenti e la difesa dell’occupazione, per la difesa della sanità e della scuola pubblica, contro il precariato, per la difesa della costituzione, la lotta alla xenofobia. L’iniziativa su questi terreni è per noi fin da ora il terreno di confronto per l’unità della sinistra, ma anche per dare base popolare ad un progetto di cambiamento che non riguarda certamente le sole segreterie di partito. La campagna referendaria per acqua, nucleare, giustizia può essere il primo banco di prova.