Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Irene Rui - Non sorprende che il tema delle coppie di fatto sia caldo e che la proposta del riconoscimento delle oltre duemila famiglie scaldi gli animi. Qui non si tratta di coppie omo o etero, si tratta di sancire quello che è un diritto della famiglia naturale, non sancita per contratto o per rito religioso spesso folcloristico.
Prima di entrare nel vivo del discorso, bisognerebbe fare chiarezza su cosa sia realmente una famiglia. La famiglia è costituita da due persone che accoppiandosi creano quello status, quell'insieme che può crescere tanto da chiamarsi lignaggio. La famiglia ha nell'ambito sociologico lo scopo principale di impartire i principi educativi ad eventuali figli, questo avviene durante i primi anni di vita che vanno solitamente dalla nascita all'introduzione alla scuola d'obbligo. Questa si chiama socializzazione primaria. Altresì durante la socializzazione secondaria ha lo scopo di seguire i figli affinché ricevano una giusta educazione. Si entra quindi, nel dibattito su quale sia la famiglia più appropriata per questo compito – cerchiamo di non entrare però qui nell'argomento su quale sia la giusta educazione perché altrimenti apriremmo ampi discussioni. C'è da chiedersi quindi, se sia più affidabile una famiglia reale dove c'è affetto tra la copia ed è in grado di trasmettere ai figli una sana tranquillità e armonia nella crescita, dove l'amore per gli stessi è dato dalla volontà reale di occuparsi di loro o se da una famiglia che si è unita per atto giuridico o rito religioso, e che vede la crescita del suo nucleo solo come un dovere per la società, ma poi non si occupa a dovere dei figli, se non per il loro mantenimento, e non è in grado di provvedere agli elementi necessari per la socializzazione primaria.
La bibbia stessa se non sbaglio, nell'antico testamento, parla di accoppiamento e accostamento e solo nel vangelo che cominciamo a trovare i riti religiosi sotto forma di feste. Dalla nascita di questo mondo all'evento delle religioni soprattutto cristiane, è sempre stata riconosciuta l'unione fra due persone che si prendono e non necessariamente sanciscono la loro unione con un contratto o un rito religioso.
Il fatto che poi si voglia a tutti i costi ricondurre l'unione di fatto ai soli omosessuali, come se questo fosse il flagello di Dio, è pretestuoso ed errato dal momento che le stesse statistiche ci illustrano una realtà anche vicentina, ove le coppie di fatto etero stanno crescendo a fronte di unioni civili e religiose; e dove le famiglie reali stanno aumentando rispetto a quelle tradizionali.
C'è anche da dire che la cosiddetta famiglia cattolica che per Borò – razzisticamente – è da tutelare e che egli mette in contrapposizione a quella da unioni di fatto, non è altro che costituita da coppie di fatto, poiché l'unica famiglia riconosciuta oggi dallo Stato italiano e quella sancita tramite gli appositi articoli 143, 144, 148 del “diritto di famiglia”. Purtroppo, grazie al vecchio concetto di famiglia, chi si accompagna non ha diritto ad assistere il proprio familiare in primis rispetto alla famiglia di nascita, non ha diritto di decidere le cure per il compagno/a, in caso di decesso di accompagnare la salma e di riscuoterne la pensione, di godere dei beni del fu, anche se accumulati insieme, di poter adottare un figlio, di godere di assegni famigliari o di accedere ai servizi sociali, fiscali, detrattivi prerogativa delle famiglie di legge; in cambio il suo guadagno entra a far parte del nucleo famigliare e le imposte sono calcolate su questo, così il reddito famigliare residenziale.
E' per questo che nella società contemporanea in sintonia delle più moderne democrazie è necessario riconoscere la famiglia reale, quella dell'unione di fatto e questo per fare giustizia.
I falsi legalisti che si ergono paladini delle famiglie tradizionali dovrebbero riflettere su qual'è la “vera famiglia” come dicono loro. Cioè un gruppo riunito da un atto o quello di una unione nata con un sentimento che la unisce per davvero, dove i figli non sono procreati o adottati per dovere e costume, ma perché voluti?