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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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Profughi, il governo litiga con tutti

Stefano Galieni, "Liberazione" www.liberazione.it 31 marzo 2011


Il comizio che Berlusconi ha tenuto a Lampedusa ha abilmente eluso quelli che sono i problemi di sostanza, da cui il governo non sembra essere capace a districarsi. Tant'è che mentre andiamo in stampa, gli piombano sul tavolo le dimissioni del sottosegretario all'Interno Mantovano, in polemica col numero di immigrati, 1450, previsti per la tendopoli della "sua" Manduria. Se il premier fa il lampedusano, Mantovano è pugliese. I piani di smistamento dei profughi sembrano contraddirsi e creare fratture nella stessa maggioranza a livello locale.
Individuati i siti in cui contenere coloro che lasceranno Lampedusa: in Basilicata si farà una tendopoli a Palazzo S. Gervasio (per 600 persone); a Coltano, ex centro radar di Pisa, in località Coltano,c'è già filo spinato doppio per 500; le ruspe stanno lavorando a Pian del Lago (Caltanissetta) per altri 500 da stipare nel Cie; a Trapani, nell'ex aeroporto di Kinisia ci sarà una tendopoli per oltre 700 persone; S.Maria Capua Vetere (Ex caserma Andolfato) avrà 800 profughi e a Ventimiglia, unica località del nord, punto di fuga verso la Francia, si utilizzerà l'ex parco merci della stazione fs. Ma Trapani è presidiata da cittadini che non vogliono gli immigrati, in Toscana si è ripetuta la disponibilità ma senza ledere l'autonomia della Regione ovvero senza procedere di imperio utilizzando uno spazio giudicato inadeguato ed è in atto un presidio per dire si all'accoglienza no ai ghetti. In serata Maroni chiederà alle Regioni il compito di individuare gli spazi per l'accoglienza. Ma è troppo tardi.
In poche settimane, la già scarsa credibilità dell'esecutivo è riuscita a calare ancora nei rapporti con Francia, Tunisia e Ue. Frattini rimprovera l'Europa di aver lasciato da sola l'Italia e parla di «burocrazia inerte». Voleva essere una risposta a Cecilia Malmstrom, Commissaria all'immigrazione, che in una secca nota aveva ricordato come all'Italia fossero già stati erogati 18 milioni di euro per procedere ai rimpatri. «Con i denari non si risolve tutto - ha tuonato la Farnesina - ci vogliono interventi politici». Il governo pretende che i circa 22mila giunti in Italia, vengano divisi per i 27 paesi dell'Unione. Saranno poi, secondo Frattini, i singoli Paesi ad applicare le espulsioni per chi non ha diritto a chiedere asilo. Malmstrom, ieri a Tunisi non certo per ordine di Frattini, ha dichiarato la disponibilità Ue di collaborare ad organizzare i rimpatri ma ha detto che il problema, versati i fondi, è squisitamente italiano. La cosa si presenta di non facile applicazione. Intanto perché le autorità tunisine pur, avendo accentuato il controllo nei porti - ieri sono state fermate 10 imbarcazioni - non vogliono presenze militari italiane nelle proprie acque, inoltre gli accordi mai rescissi stabiliscono che eventuali rimpatri non possono consistere in più di quattro persone al giorno debitamente identificate dal consolato tunisino. Il governo vorrebbe poter procedere a rimpatri collettivi in barba ai principi di non refoulement che regolano le norme internazionali. E poi il governo non ha voluto neanche ratificare la ormai nota "Direttiva Rimpatri". Un testo affatto benevolo nei confronti degli immigrati ma che impone che il ritorno al paese di origine sia fondamentalmente volontario e assistito, ovvero che venga erogato a chi accetta una congrua cifra per definire a casa un progetto di vita. A tale scopo l'Italia ha preso fondi che non ha mai utilizzato. E se Frattini mantiene un tono diplomatico, governatori come Cota (Piemonte) insultano le autorità francesi perché restituiscono all'Italia i fuggitivi fermati. Più tranchant Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati Pdl, secondo cui i «clandestini sono stati fabbricati grazie alle bombe francesi, inglesi e americane. L'Europa si è dimostrata madre matrigna, a francesi e inglesi il controllo del petrolio a noi i clandestini». Dal gruppo Gue/Ngl di Strasburgo ha però reagito l'europarlamentare Rui Tavares, portoghese, chiedendo all'Italia una accoglienza seria e conforme agli standard europei. «L'unica soluzione seria sarebbe l'attivazione della direttiva europea del 2001 sulla protezione temporanea, attivazione che è stata caldeggiata anche da regioni italiane che stanno già ospitando parte dei migranti giunti sull'isola di Lampedusa nelle scorse settimane. Ma occorre una delibera del Consiglio dei Ministri italiano - ha aggiunto Tavares, relatore dell'eurocamera per i rifugiati - quanto alle assicurazioni che il governo italiano avrebbe ottenuto dagli omologhi tunisini sulla "riaccettazione di tutti i tunisini", vorrei ricordare che in Tunisia vige ancora una legge che punisce l'emigrazione irregolare con la prigione: fino a che questa legge non sarà abrogata, qualsiasi rimpatrio verso quel paese violerebbe la Convenzione europea per i diritti dell'uomo». La "Federazione tunisina per una cittadinanza delle due rive" ha espresso dure critiche sul contrasto italiano al fenomeno dell'immigrazione clandestina. In una conferenza stampa, ieri a Tunisi, è stato stigmatizzato il «razzisno fuori tempo» del ministro dell'Interno italiano, Roberto Maroni. La Tunisia è «un Paese sovrano impegnato in un processo democratico rivoluzionario difficile». In questo contesto «il popolo tunisino, la società civile e le istituzioni ufficiali non potrebbero accettare che il sostegno finanziario dei Paesi partner sia condizionato a dei diktat d'un'altra epoca che vorrebbe condurre la Tunisia ad agire infrangendo le leggi internzionali che garantiscono i diritti delle persone in generale e di diritti dei migranti in particolarè». La Federazione chiede, quindi, «il trasferimento immediato dei migranti da Lampedusa verso luoghi che possano assicurare delle condizioni d'accoglienza decenti e dove la loro sitazione possa essere regolarizzata nel quadro delle leggi in vigore».

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