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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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MIGRANTI, PER L'EUROPA UN FALLIMENTO STORICO

Alessandro Dal Lago, "Liberazione" www.liberazione.it 31 marzo 2011


Un'economia indebolita, con scricchiolii di abbassamento del rating all'orizzonte e persino di fuoriuscita dall'euro. Una società lacerata e ampiamente precaria. Istituzioni, come la scuola e l'università, penalizzate dall'ossessione per la riduzione della spesa pubblica. E soprattutto un governo che corre dietro ai processi del premier e, screditato com'è sulla scena internazionale, si impegna in futili guerricciole diplomatiche con i più potenti vicini. Un'opposizione che non ha uno straccio di programma alternativo…
In questo panorama a dir poco oscuro, la cosiddetta emergenza immigrazione non fa che scoperchiare la miseria in cui il paese è stato condotto dall'attuale governo. Dico "cosiddetta", perché è impensabile che un paese di sessanta milioni di abitanti, e che resta una delle prime dieci economie al mondo, nonostante tutto, non sia capace di allestire un minimo di assistenza decente a 20.000 stranieri (tanti sono, più o meno, da gennaio). Se si tiene conto, soprattutto che la Tunisia in questo momento ne ospita forse più di centomila. E' grottesco che Maroni, dopo aver evocato mesi fa la fantastica cifra di mezzo milione di "clandestini", non sia in grado di offrire tende e pasti decenti a quelli attuali. Come è avvenuto in Campania con l'altra emergenza, quella dei rifiuti, la visita di Berlusconi a Lampedusa non è che una sceneggiata a fini di propaganda elettorale, utile a far dimenticare i processi e l'assorbimento del parlamento nelle sue faccende personali.
Ma dietro tutto questo c'è il fallimento, a questo punto storico, della politica italiana ed europea su migranti e profughi. L'Europa non è che un'etichetta monetaria, sotto cui i governi che contano perseguono i loro piccoli obiettivi di potenza. I patti scellerati con Gheddafi e Ben Alì, stipulati da mezza Europa, sono saltati davanti a rivolte e guerre civili e ora l'Africa del nord non è che un terreno di scontro egemonico e petrolifero. Quando mai l'Europa (e l'Italia in essa) ha mai avviato una vera politica di sviluppo e cooperazione con paesi e territori che sono a poche centinaia di chilometri da Grecia, Italia e Spagna? Il risultato è ora il palleggiamento di alcune decine di migliaia di persone tra Lampedusa e Ventimiglia, oltre che l'isteria di governatori e amministratori locali. E non parliamo delle feroci boutade di Bossi che forse non fanno più nemmeno ridere i padani.
Quello che si prepara nella striscia popolosa che va dal Marocco alla Cina, passando dalla polveriera mediorientale, è inimmaginabile: altro che emergenza immigrazione! Sarebbe necessaria ben altra strategia, economica e politica, per affrontare i cambiamenti in popolazioni che non ne possono più dei loro tiranni, ma hanno tanti conti da regolare con un occidente che si prepara a combattere una guerra al mese.
Quello che resta della sinistra in Italia, invece di farsi contagiare da un bellicismo facile facile, dovrebbe cominciare a riflettere sulla propria incapacità di reagire a tutto questo, sulle proprie ossessioni moraliste e giustizialiste che fanno passare in secondo piano ben altre questioni strategiche, in un mondo in cui qualsiasi conflitto si integra con quelli limitrofi.
Ma, per cominciare, è indispensabile ribadire che nessuna Realpolitik demografica può oscurare il diritto primario di profughi politici ed economici di essere accolti come esseri umani e persone dai paesi ricchi. La fuga è una necessità, l'accoglienza un dovere che nessuna comunità civile può ignorare.

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