La felicità è così forte che vengono difficili i discorsi complessi, le riflessioni approfondite, le disquisizioni. Per queste ci sarà tempo. In questo momento il primo pensiero, va alla
straordinaria prova di democrazia, alla grande intelligenza popolare, al lavoro molecolare, caparbio, organizzato sul territorio. Un lavoro “molecolare”, dal basso, capace di costruire nel
merito delle questioni consenso e dare corpo alla domanda di protagonismo: la vera arma che ha sconfitto la disinformazione, il boicottaggio mediatico. Come segretario regionale del PRC
Federazione della Sinistra, voglio esprimere la gratitudine alle centinaia e centinaia di compagne e compagni che anche nel Veneto hanno con generosità contribuito al successo della campagna
referendaria, partecipando alle iniziative dei comitati, raccogliendo decine di migliaia di firme per rendere possibile il referendum, promuovendo fin nei più piccoli paesetti presidi
informativi. Un lavoro generoso, ma anche la conferma di un progetto politico che non ha ambiguità sui temi del modello di sviluppo sostenibile, sulla tutela e l’utilizzo consapevole,
pubblico, delle risorse naturali. Non sfugge il portato politico più generale, il segnale evidente che dopo anni di sconfitte e arretramenti la domanda di alternativa di società torna a farsi
strada. Nessuno faccia finta di nulla, mentre sale sul carro dei vincitori: l’idea che le risorse naturali vanno preservate per le future generazioni e che non possono diventare merci e
strumenti per fare profitti è una scelta di cui tutti dovranno tenerne conto. Primi fra tutti coloro, non solo a destra… anzi, che nelle Amministrazioni avevano da tempo consegnato ai privati
la gestione dell’acqua. Nel Veneto la risposta è stata molto positiva e i primi dati confermano che non solo nelle grandi città, ma in tutto il territorio la partecipazione è stata al disopra
del fatidico quorum. Il clima nel paese è mutato, il berlusconismo è in crisi verticale, le fortissime contraddizioni leghiste si stanno consumando, l’inconsistenza di una opposizione
occupata ad inseguire il centro politico ed un moderatismo astratto mitologico, è palesemente sconfitta . Serve un cambiamento forte, serve una sinistra unita e popolare capace di costruire
il programma per l’alternativa.