Il progetto di legge, intitolato "Interventi per combattere la povertà ed il disagio sociale attraverso la redistribuzione delle eccedenze alimentari", sposa l'esperienza del Banco Alimentare, attivo dal 1989, e prevede un ruolo attivo della Regione nel promuovere accordi di collaborazione tra le aziende del settore alimentare, della grande distribuzione alimentare e della ristorazione collettiva e associazioni del non profit attive in Veneto nella distribuzione di generi alimentari a fini assistenziali. La Regione dovrà inoltre promuovere progetti di informazione e di formazione professionale per incentivare questa particolare forma di solidarietà e favorire il recupero e la redistribuzione delle eccedenze. Per tali iniziative di informazione e formazione e per la gestione dei rapporti di convenzione il testo di legge (che ora attende il via libera definitivo dell'aula consiliare) prevede uno stanziamento di 50 mila euro l'anno. "Le esperienze maturate dal terzo settore nella raccolta e redistribuzione delle eccedenze alimentari - sottolinea Pettenò - rappresentano un valido strumento per contrastare le situazioni di povertà e di disagio sociale: l'Istat ha calcolato infatti che in Veneto il 13 per cento delle famiglie arrivi a fine mese con molta difficoltà, che una su quattro non riesca a sostenere spese impreviste e che ogni cento famiglie 6 siano in arretrato con i mutui e 8 non abbiano i soldi per pagare le bollette. Inoltre - ricorda Pettenò - sono oltre 3 mila le persone senza fissa dimora in Veneto (dati 2009 dell'Osservatorio regionale) che vivono facendo riferimento a dormitori, mense caritative e servizi attivati da parrocchie e privati sociale".