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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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PER UNA FdS non sessuata a senso unico


La condizione delle donne oggi nel mondo non è ispirata né ai diritti umani né alla giustizia. Donne che muoiono di parto, donne uccise dai loro famigliari, mariti, ex fidanzati, deturpate con l'acido, bambine vendute e prostituite ai turisti del sesso, donne schiave, donne in divisa che scortano Gheddafi, donne che per 70 euro si sorbiscono una conferenza sul Corano (con eventuale conversione all'Islam), donne che per 1000 euro ridono alle barzellette di Berlusconi, fingono ammirazione quando canta, passano notti con lui a letto registrando i suoi soffocanti complimenti. Donne oggetto dei media e della politica, anche quando sono ministre e parlamentari o anche compagne del capo.
In basso, molto in basso e fuori dai media c'è la femminilizzazione della disoccupazione e della precarietà.
Pensiamo che una Sinistra che voglia costruire un'alternativa di società debba porre al centro del suo agire la decostruzione di questa società patriarcale, di un nuovo patriarcato che si intreccia alle nuove forme del capitalismo e della globalizzazione neoliberista.
C'è bisogno di una Sinistra rifondata, una Sinistra anticapitalista e antipatriarcale, una Sinistra di alternativa, una Sinistra sessuata che riconosca teoricamente e nelle sue pratiche che il mondo è fatto (almeno) di due generi!
Oggi la Sinistra continua ad essere pensata per una politica maschile, di riconoscimento sociale e simbolico tra uomini, una sorta di fratriarcato in cui gli uomini si combattono e competono (ma si danno valore) fra loro in una sorta di recinto autoreferenziale che chiamano spazio pubblico, ma che è, invece, uno spazio in cui la differenza femminile è derubricata a rivendicazione (e concessione), richiesta di spazi e posti nelle istituzioni. Il luogo della politica è, di fatto, il luogo dell'esercizio del potere, non importa quanto grande o quanto piccolo.
La Federazione della Sinistra dovrebbe nascere con l'ambizione e l'obiettivo di trasformare questa realtà, per un progetto in cui la difesa del lavoro non prescinda dal suo nesso con le vite e i corpi, in cui pace, disarmo, ambiente, diritti civili, istruzione, cultura non siano titoli di paragrafetti ma pratiche coerenti, in cui la laicità sia decostruzione del potere del sacro e lotta ai fondamentalismi religiosi a partire da quello cristiano e cattolico.
Purtroppo la FdS, nata anche da un senso di perdita di visibilità e di presenza politico-istituzionale, finora resta sempre più relegata ai 4 soggetti promotori con il contorno di qualche generoso 'indipendente', 4 soggetti che nella recente spartizione delle cariche regionali hanno dato pessima prova di sé, che nella definizione del profilo politico si perdono nei meandri del "dire e non dire", che nella costruzione del documento congressuale restano 'opportunamente' nel vago, si scontrano sul tema dell'unità e, soprattutto, sul baluginìo di un possibile governo all'orizzonte, si scontrano infine nella definizione di regole che appaiono sempre più ispirate ad autosufficienza e autotutela e che NON prevedono una sostanziale presenza paritaria tra i generi.
Ma il difetto più vistoso a noi femministe appare - come un pugno nell'occhio (e nello stomaco) - il carattere patriarcale, maschile e persino maschilista della costituenda Federazione, tanto più grave quanto più inconsapevole.
Ne documento fondativo, infatti, la questione di genere (ridotta a 'questione femminile' e a 'condizione') viene spezzettata qua e là in frasette spesso non coerenti fra di loro, le donne ridotte a quote striminzite nonostante il "paritario" sbandierato ma senza vincoli e, ciliegina sulla torta, i portavoce 4 maschi a turno!
Il mondo viene interpretato attraverso schemi mentali precedenti il movimento internazionale di liberazione delle donne che, dagli anni '70 in poi, ha prodotto pensiero e pratiche che hanno fatto storia. Pensiero e pratiche riconosciute dall'ONU attraverso le Conferenze Internazionali tra cui quella più importante, svoltasi a Pechino nel 1995, ha sostenuto con forza l'empowerment femminile.
Riteniamo questa situazione intollerabile. Non possiamo accettare di farci cooptare nelle quote dei singoli partiti e ci proponiamo di costruire una rete di femministe che hanno a cuore l'impegno contro il capitalismo e la lotta quotidiana, teorica e pratica, al patriarcato anche di sinistra, né si fanno attrarre dalle sirene del leaderismo.
Un imprescindibile segnale è, fin da subito, decidere che la FdS abbia sempre due portavoce: un uomo e una donna.
In tal caso potremmo aderire alla Federazione della Sinistra come rete autonoma di femministe iscritte e non iscritte ai partiti.

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