Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
La piega che sta prendendo la manifestazione di domani 13 febbraio a Vicenza, non è piacevole. Non si può sminuire la manifestazione di domani con l’appello di Concita De Gregorio
“L’Italia non è una mignottocrazia”. L’intendo della manifestazione di domani è di denunciare: il potere patriarcal-maschilista, drammaticamente trasversale ai vari schieramenti politici e
reclamare il diritto e la libertà di essere donne con una propria soggettività, con un proprio pensiero; il diritto di essere paritetiche di avere pari opportunità sul lavoro, sulla vita sociale
e nella famiglia; Il diritto di avere una retribuzione paritetica a quello degli uomini e l’opportunità di avere le stesse possibilità di carriera lavorativa.
Prendersela con le donne che svolgono una determinata professione, poiché considerata immorale, non serve. Le donne che operano come prostitute, sono per lo più, donne che hanno acquisito una propria autodeterminazione, e non confondono soggettività con il corpo. Allo sfruttamento della prostituzione non si risponde con la condanna del mestiere, ma con un ruolo dello Stato che non deve essere punitivo, ma di aiuto alle donne rapite e costrette a prostituirsi. Alla “mignottocrazia” si risponde con una redifinizione dei valori sociali in cui la donna non è un oggetto alla mercè del mondo maschile che la usa come gestatrice, per creare piacere o acquisire potere, ma una persona, un soggetto di diritto alla pari degli uomini. Purtoppo, fin tanto che i massmidia, le istituzioni in concussione tal volta con i genitori, continuano a propagandare un ruolo della donna da plasmare ad uso e consumo dell’uomo, è chiaro che le nuove generazioni, ricevono un messaggio distorto.
Denuncio, l’uso improprio della manifestazione, poiché il messaggio che si vuole dare a Vicenza è diverso da quello partito dall’appello nazionale. E proprio perché non voglio sentirmi violentata, violata ed usata per uno scopo strumentalmente diverso dai reali propositi dell’appello “Se non ora quando”, parteciperò alla manifestazione come donna che crede nella denuncia del potere patriarcale e maschilista, per i diritti e la libertà di essere persona, ma anche in solidarietà con tutte quelle professioniste che a causa delle storie alla ribalta, si trovano sotto tiro e minacciate nella loro scelta di vita.
Irene Rui – Forum donne Comuniste PRC-FeD