Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Marco Bersani Attac/ Forum italiano dei movimenti per l'Acqua
Checchino Antonini, www.liberazione.it
«C'è una distanza siderale tra quello che è successo e quello che viene raccontato dai mass media - dice subito Marco Bersani - la nostra vittoria va molto oltre il solito chiacchiericcio tra
governo e opposizione, sono state sconfitte le politiche liberiste bipartisan, ed è stata riaffermata una voglia di protagonismo sociale e di democrazia condivisa». Per nulla soddisfatto della
sua rappresentazione, il movimento per l'acqua bene comune spiegherà oggi le sue ragioni in una conferenza stampa in occasione della proclamazione dei risultati referendari da parte della
Cassazione. Bersani, di Attac, è interno da sempre al percorso dei movimenti antiliberisti e a questo cammino dei 27 milioni di Sì: «E' un approccio sbagliato, quello in voga tra i media, di
dipingere i movimenti come degli adolescenti che esprimono una domanda ma hanno bisogno degli adulti per costruire un'alternativa. Il movimento aveva prodotto, molto prima del referendum, una
legge di iniziativa popolare su cui sono state raccolte più di 400mila firme ma poi è stata nascosta nei cassetti di Montecitorio da entrambi i governi (vedi la scheda in basso, ndr). Noi diciamo
che è da lì che si deve ripartire ora».
Dunque, a differenza di quanto accade con il nucleare e con il legittimo impedimento, il risultato sull'acqua è tutto da acquisire?
E' evidente, ma alcune cose sono possibili da subito a partire dall'immediata riduzione delle bollette perché è appena stata abrogata la norma sulla remunerazione del capitale investito. E la
Corte costituzionale s'è già pronunciata sull'immediata applicabilità della norma. come minimo del 7% l'anno. Intanto va detto che, per cinque anni, la nostra vittoria comporta che ogni nuova
norma deve andare nella direzione esatta su cui s'è pronunciato il popolo sovrano. Dunque la proposta di legge del Pd e quella della ministra Prestigiacomo sull'Authority sono letteralmente
impresentabili. Un'autorità garante, infatti, è inutile se non esiste un mercato. E sull'acqua, monopolio naturale, non può esserci un mercato. Il Pd ripropone, con una logica meno vincolante, il
decreto Ronchi, parla di spa e di remunerazione dell'attività industriale che è la norma sul profitto appena abrogata. La strada della ripubblicizzazione dovrà passare per assemblee, Ato per Ato,
aperte alla cittadinanza. La nostra legge prevede anche un fondo per aiutare i processi di ripubblicizzazione.
Cosa pensate di quanto accaduto in Puglia, con l'approvazione di una ripubblicizzazione emendata dall'alto?
Aspettiamo di valutare il testo finale. Sembra un passo importante che una Spa diventi ente di diritto pubblico ma per noi questo processo dovrebbe essere partecipato dai cittadini e dai
lavoratori. Lì è successo che alcuni passaggi non siano stati fatti con il giusto coinvolgimento. L'altra città su cui noi immaginiamo subito un percorso di ripubblicizzazione è Napoli dove è
diventato assessore Lucarelli, da sempre dentro il percorso dei movimenti per l'acqua.
Come si fa ora a bloccare concretamente le nuove grandi manovre di privatizzazione strisciante?
Noi chiediamo che tutti i comitati continuino ad essere presenti sui territori, nessuno deve smobilitare, gli interessi sono giganteschi. Un'altra cosa è che nascano altre conflittualità sui beni
comuni per rafforzarsi reciprocamente ora che siamo alla fine del consenso sociale alle politiche liberiste.
Di fronte a questa inversione di tendenza c'è la proposta di Rifondazione di una Costituente per i beni comuni e quella non dissimile di Lucarelli di un "manifesto" dei beni
comuni.
Tutte le proposte sono interessanti, andranno riflettute ma senza fretta. Tra poche settimane ci sarà la nostra assemblea nazionale (in rete circolano due date: l'ultimo week end di giugno o il
primo di luglio, in uno spazio che si sta cercando a Roma o a Firenze, ndr) e allora tutte queste proposte troveranno un luogo di confronto. Lì bisognerà capire che non è vero che si aumenta
l'aggregazione sociale moderando gli obiettivi. E' su obiettivi radicali come la ripubblicizzazione dell'acqua che c'è stato un consenso di massa. E non dobbiamo dimenticare che il movimento ha
costruito negli anni una pratica di inclusione e di espansione costante. Questi elementi potranno fornirci qualche indicazione utile su come costruire dei veri fronti sociali.