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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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«Non mi interessano quei punti Cgil ha già bocciato la manovra»

Carla Cantone segretaria confederale dello Spi-Cgil

 

Checchino Antonini, www.liberazione.it


La foto, sulla pagina rosa del quotidiano confindustriale, è più esplicita degli articoli che correda. La didascalia spiega che si tratta dei leader delle parti sociali in fila al tavolo della sala stampa di Palazzo Chigi. Da sinistra: Marino di Confcooperative, Raffaele Bonanni della Cisl, Emma Marcegaglia leader degli industriali che parla al microfono, Malavasi di Rete Imprese Italia, accanto a lei, Angeletti della Uil, Centrella dell'Ugl. E, in secondo piano, semicoperto dal segretario Uil, Mussari dell'Abi e Susanna Camusso, leader Cgil sorpresa in una posa contrita, si direbbe perplessa. E non ci sarebbe da stupirsi, a suo nome sta parlando la portavoce del padronato italiano quello che, adoperando le parole di Marco Revelli su Liberazione di ieri, s'è affidato per quasi un ventennio alla propria caricatura. Già, Berlusconi. Giurano le "parti sociali" che vogliono incalzarlo in base ai punti dell'accordo che esortano a mettere mani sul mercato del lavoro, a insistere sulle privatizzazioni, a rincorrere il pareggio di bilancio, a perseguire nell'ossessione sui costi della politica ma non sui costi dei profitti. Sacconi ha già annunciato che intende azzerare lo Statuto dei lavoratori proprio in sintonia con quel documento delle "parti sociali".
Quella foto Carla Cantone non l'ha ancora vista. Liberazione ha intercettato la segretaria confederale dello Spi-Cgil, il sindacato pensionati, mentre è in vacanza all'estero. Il cronista le domanda se non le sembri che, accettando i punti di quel documento, il maggior sindacato italiano non abbia rinunciato alla critica della manovra, alla richiesta della patrimoniale. Cantone è piuttosto netta: «Questo è un governo per nulla affidabile - spiega - credo non gli si debba dare nessuna chance di strumentalizzare le parti sociali». Quanto al giudizio sulla manovra,«non ero d'accordo e continuo a non esserlo. Penso che vada radicalmente cambiata per quel che dice su welfare, sanità, pensioni». Dice la leader dei pensionati Cgil che «intervenire sulla crescita ha senso soltanto se si cambia il senso della manovra e penso che non dobbiamo dare la stampella a questo governo: prima se ne va e meglio è per tutti. La crisi non può essere affrontata chiedendo sacrifici ai soliti noti, i giovani, i lavoratori, i pensionati, le donne, le persone per bene che ogni giorno scoprono nuovi scandali». Ma quella foto, obietta il cronista, fa pensare che la stampella sia stata bella che offerta e che sembra perfino il preludio a una santa alleanza per uscire dal berlusconismo con una soluzione tecnica ma comunque liberista. «Però io lo so che c'è un problema grave - incalza Cantone - per questo la Cgil s'è assunta la responsabilità di fare dei passi insieme ad altre parti sociali. Ma un conto è andare a vedere le carte, un conto è procedere a fare accordi con un governo non attendibile né a ferragosto, né a settembre». A questo punto è il cronista a incalzare. Infatti a lui pare di scorgere un'eutanasia del conflitto nell'ultima mossa di Corso Italia.«Non credo che sia l'eutanasia delle mobilitazioni - parola che a Cantone piace di più di conflitto - la Cgil, nell'ultimo direttivo di luglio ha già indetto per settembre la mobilitazione della Funzione pubblica, seguiranno quelle dei pensionati eccetera. Non conosco a fondo i contenuti dei punti delle parti sociali ma, per quanto mi riguarda, il punto di riferimento è quel documento votato dal direttivo che boccia la manovra. No, non mi interessano i cinque punti».

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