Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Giorgio Langella - Il 24 giugno si terrà al tribunale di Paola la prima vera udienza del processo "Marlane-Marzotto". Come spesso abbiamo scritto questo è un processo che non ha il dovuto risalto. I capi di imputazione sono gravissimi: omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, disastro ambientale. Di questi reati sono accusati a vario titolo i massimi dirigenti della Marlane, della Lanerossi e della Marzotto. Ben oltre 100 sono gli operai deceduti o che sono ammalati di cancro.
Una strage vera e propria come tante altre che avvengono nel nostro paese dove gli incidenti sul lavoro e le malattie professionali sono considerate "inevitabili fatalità". In quello che è
successo alla Marlane di Praia a Mare, ma anche alla Tricom di Tezze sul Brenta (a proposito, sabato 25 giugno ci sarà a Bassano una manifestazione di protesta per la scandalosa recente
sentenza che ha assolto tutti gli imputati perché "il fatto non sussiste" decretando che la morte degli operai fu dovuta al vizio del fumo), la "fatalità" non c'entra nulla. C'entra invece
la spasmodica ricerca del guadagno non importa come. È per questo che la sicurezza sul lavoro viene considerata un ostacolo e un costo da tagliare. Tanto quella che si rischia è la vita di
chi lavora e questo poco importa a chi ha come unico obiettivo il profitto.
Gli avvocati di parte civile del processo Marlane hanno chiesto di trasformare l'imputazione di omicidio colposo in omicidio volontario, così come è successo nel processo Thyssen di Torino.
Hanno ragione. Anche per evitare che tutto vada in prescrizione.
Noi diamo tutta la solidarietà a chi ha continuato a lottare per avere giustizia e continua a farlo. Ci stringiamo in un virtuale abbraccio ai lavoratori della Marlane e alle loro famiglie. Non si può restare indifferenti. Chiediamo a tutti i democratici vicentini di abbattere la coltre di silenzio che copre queste stragi e di lottare perché giustizia alfine venga fatta. Per i lavoratori della Marlane come per quelli della Tricom e di tutti i luoghi di lavoro dove viene calpestato il diritto costituzionale di un lavoro dignitoso, giustamente retribuito e sicuro.