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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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Mille precari sfidano il potere e le cariche della polizia

 

 

«Le spallate non devono essere politiche, ma venire dal basso». Con queste parole, mentre il premier Berlusconi sta iniziando il suo discorso alla Camera, si apre l’assemblea di Piazza degli Indignati, la piazza di Montecitorio “precaria”. Pochi minuti di microfono aperto «per una giornata di lotta» spiegano i precari della scuola, e non appena parte un fitto lancio di uova, verdure, frutta contro «il palazzo del potere», raccogliendo così l’invito del ministro Brunetta ai precari di «andare a scaricare cassette di frutta e verdura», immediatamente agli agenti schierati in tenuta antisommossa viene dato l’ordine di caricare la folla. Una carica che è la prova di come «l’unica opposizione accettata da questo Governo, è quella parlamentare. Un’opposizione di facciata», è lo sfogo di una lavoratrice – “ovviamente” precaria – dell’Unione sindacale di base. In Piazza dell’Indignazione Precaria ci sono oltre mille persone ma soprattutto diverse sfaccettature della crisi italiana: in prima fila i precari della scuola, giunti ieri al quinto giorno di presidio permanente. Quindi attivisti dei movimenti di lotta per l’abitare e della rete Roma bene comune, devoti di San Precario, lavoratori aderenti ai sindacati di base (Usb e Cobas) e autorganizzati. E ancora: cassaintegrati, “esternalizzati”, Lsu (oltre duecento giunti solo da Napoli), disoccupati, studenti, ricercatori, precari dello spettacolo. Con loro, anche molti lavoratori stabili, quelli per i quali, come recita una striscione, «a fine stipendio manca ancora troppo mese». Sono il “popolo degli indignati”. Un popolo che non arretra neanche davanti alle manganellate ma che, anzi, rilancia. Il presidio si trasforma, così, in un “corteo selvaggio” per le strade del centro di Roma. Primo obiettivo: il ministero della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione. “Casa Brunetta”. La folla attraversa la piazza del Pantheon, quindi imbocca Corso Vittorio Emanuele II all’altezza di Largo Argentina. La strada viene invasa: «se ci bloccano il futuro» cantano i precari «noi blocchiamo la città». La folla si schiera davanti al portone del ministero della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione «per ringraziare il ministro Brunetta» ci spiega Cristian di San Precario: «definendo i precari “la parte peggiore dell’Italia” ha innalzato un’onda precaria che oggi (ieri, ndr) ha invaso piazza Montecitorio e domani, nel prossimo autunno, darà vita al primo sciopero precario. Uno sciopero che dimostrerà come, fermandosi i precari, si bloccherà l’intero paese». Perché, come recita uno striscione da giorni appeso in piazza Montecitorio, pardòn, piazza dell’Indignazione, «l’Italia è una Repubblica fondata sulla precarietà». Oltre trenta minuti di slogan e lancio di verdure davanti a “Casa Brunetta”, quindi il corteo si muove verso il Teatro Valle, occupato dai precari dello spettacolo lo scorso 14 giugno. Ed è proprio in via del Teatro Valle che il corteo viene bloccato dalle forze dell’ordine. Diversi minuti di tensione, poi la coda diventa testa e la folla si muove nuovamente verso Corso Vittorio Emanuele. Passo rapido, Largo Argentina, Pantheon e il ritorno in piazza dell’Indignazione Precaria. Ed è lì, sotto Montecitorio, che il corteo ritorna assemblea cittadina. «Questa piazza è adesso la nostra piazza» spiegano i precari «quella della presa di parola». «Non solo non molliamo il presidio» spiega Giuliana del Coordinamento precari scuola «ma da oggi, a turno, inizieranno lo sciopero delle fame». Come detto, piazza dell’Indignazione precaria rilancia. «È arrivato il momento che i precari, il motore di questo sistema, si fermino, bloccando così il paese» conferma Giorgio di Atenei in rivolta, sancendo così l’ingresso dei collettivi studenteschi tra gli “indignati” italiani. Unica forza politica presente in piazza, per la Federazione della Sinistra «la giornata odierna» ci spiega Giovanni Russo Spena «e la crescente indignazione precaria decisa a sfociare in uno “sciopero precario” dimostra il salto di qualità di un’intera generazione, pronta a costruire percorsi unitari e di conflitto con il mondo del cosiddetto lavoro garantito». A fine giornata, ecco “calendarizzate” le prossime tappe di un percorso che, come spiega Paolo dei Blocchi precari metropolitani, «dovrà arrivare, in autunno, a far cadere questo governo e a delineare un cambiamento vero»: primo appuntamento, il 1° luglio per un assemblea nazionale di rilancio dell’indignazione precaria e verso la costruzione dello sciopero precario autunnale. Quindi, il 2 e il 3 luglio tutti a Roma per l’assemblea nazionale del Forum dei Movimenti per l’Acqua. Il tutto guardando con attenzione alla “manovra Tremonti” in arrivo.

 

Daniele Nalbone, www.liberazione.it

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