Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Un'insegnante spiega perché bisogna reagire sia sul piano culturale che materiale
Loredana Fra leone, “Liberazione” 01 marzo 2011
Noi che quotidianamente rinunciamo anche ad alcuni nostri diritti di lavoratori, per garantire quello allo studio dei nostri alunni; noi che abitiamo con loro in scuole sovraffollate e spesso
prive dei materiali essenziali; noi che ci troviamo spesso a contrastare individualismi esasperati e la noncuranza di alcune famiglie verso una formazione culturale e valoriale all'altezza di un
paese civile; noi che non abbiamo neanche più la possibilità di garantire la vigilanza su dei minori; noi che offriamo ai nostri giovani un pluralismo culturale che non trovano in nessun altro
luogo di questo paese; noi che pratichiamo senza i necessari supporti l'accoglienza dei bimbi e ragazzi stranieri e l'integrazione dei disabili; noi che siamo precarizzati, malpagati, umiliati
nella nostra professionalità da messaggi sempre più difficili da contrastare e considerano la cultura come una merce da supermercato; noi che in modo del tutto volontario cerchiamo di seguire il
dettato costituzionale non dobbiamo accettare insulti! Non dobbiamo far passare sotto silenzio l'attacco alla scuola della Repubblica, da parte di un presidente del Consiglio, che rappresenta
solo una minaccia per i nostri giovani. Berlusconi non attacca oggi la nostra scuola, come hanno fatto i suoi governi per oltre un decennio, sul terreno materiale, quello dei tagli e delle
"riforme", che hanno ridisegnato il sistema d'istruzione dalla materna all'università con una logica riduzionista. Un'operazione che è stata realizzata per reintrodurre, con meccanismi
prevalentemente di ordine finanziario, a tutti i livelli, una nuova selezione di classe, basata sulla divaricazione precoce di percorsi tra chi potrà studiare e chi dovrà andare subito a
lavorare, costringendo in una rigida collocazione sociale i ragazzi e le ragazze che provengono dai ceti subalterni e da gran parte del ceto medio. Questa volta Berlusconi attacca la scuola
pubblica, intesa come scuola dello Stato, con l'esplicito intento di vanificare l'articolo 33 della Costituzione, garante del pluralismo culturale, ma chiaro sul finanziamento delle scuole
private, che si possono scegliere liberamente "senza oneri per lo Stato".
Sappiamo che questa nuova "attenzione" del capo del governo, per la scuola pubblica, è finalizzata a compiacere poteri forti e per recuperare consenso, ma sappiamo anche che dietro le parole ci
sono i fatti! Sono pronti nuovi tagli per il prossimo anno scolastico, così come nuovi "regali" per le scuole private. Il Vaticano ringrazia, ma le famiglie debbono sapere che i così detti
"contributi volontari" da versare alle scuole pubbliche subiranno ulteriori incrementi. Già oggi queste nuove "rette" costituiscono quasi la metà, specialmente nelle scuole superiori, dei bilanci
d'istituto, così i tagli del governo sono meno appariscenti e ciò che dovrebbe essere gratuito viene mercificato.
E' necessario rispondere a Berlusconi sul terreno culturale, ma anche su quello materiale, ripristinando diritti costituzionali oggi vanificati. Che ne dicono le forze d'opposizione di passare
dalle parole ai fatti?