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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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MIGRANTI, QUESTIONE CENTRALE RIPARTIREMO DAL PRIMO MARZO

 

 

Stefano Galieni, da "Liberazione", 20 febbraio 2011

 
"Uniti contro il razzismo" nel titolo la scelta di proseguire il percorso che ha avuto un ampio confronto nazionale a Marghera, nell'assemblea nazionale Uniti contro la crisi. Una scelta determinata dalla necessità di analizzare più a fondo le tematiche dell'immigrazione e il loro modo di influire nelle lotte e nei conflitti che si vanno realizzando non soltanto in territorio italiano. Su queste basi al centro sociale Aq 16 di Reggio Emilia si sono incontrate oltre cento persone in rappresentanza di iniziative territoriali e nazionali che da tempo provano a fare della questione immigrazione una questione centrale. Ne è nato un dibattito estremamente articolato ricco di spunti, suggestioni e interventi e che ha portato alla definizione di tre nodi principali su cui si è ritenuto necessario non solo lavorare ma ampliare il fronte. Intanto l'imminente scadenza del primo marzo che anche quest'anno vedrà nelle piazze italiane migranti antirazzisti manifestare per un'idea diversa di società. In alcune città si riusciranno anche a produrre scioperi, come garantito dalla Fiom, in altre si tenterà comunque di riprendere il livello di mobilitazione dando alla data un senso particolare. Il primo marzo dovrà essere un punto nodale di passaggio verso quello sciopero generale e generalizzato richiesto ormai da lavoratori, precari, studenti e ovviamente migranti. In seconda istanza ma contemporaneamente si è ragionato attorno al bisogno di aprire vertenze rispetto ad un Welfare inclusivo capace di portare verso la parità di diritti di cittadinanza formale e sostanziale tutte e tutti coloro che in questo momento pagano gli effetti della crisi. Da ultimo analizzando quanto sta succedendo anche in queste ore nei paesi del Maghreb si è sostenuta l'importanza di definire una condizione di diritto d'asilo europeo che vada a scontrarsi con i limiti imposti dalla convenzione di Dublino. Inoltre, date le difficoltà imposte con le nuove normative relative ai test di lingua italiana per i cittadini migranti in più di un intervento è emersa la proposta di reclamare il diritto alle 150 ore che tanti anni fa ha consentito agli autoctoni di abbattere l'analfabetismo. Ovviamente da molte voci si è riconfermato il bisogno di arrivare all'abolizione del combinato disposto fra la legge Bossi-Fini e le leggi sul precariato che rendono impossibile la vita delle donne e degli uomini migranti.
"Uniti contro la crisi" si è confermato ieri come uno spazio da agire, in cui le diverse soggettività hanno potuto confrontarsi non considerandosi identità predefinite ma come soggetti capaci di portare contributi, registrare suggestioni, farsi rete orizzontale. Una scelta che ha l'ambizione di restare in perenne dialogo al proprio interno e di essere aperta verso l'esterno, superando anche i confini nazionali. Se il primo marzo avrà, anche se a macchia di leopardo, dimensione europea, se le rivoluzioni del Mediterraneo modificheranno radicalmente il panorama geopolitico questo spazio potrà svolgere preziose e necessarie funzioni di raccordo

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