Oggi emerge con nettezza il fulcro del modello Marchionne: il lavoro non c’è, tant’è che si parla di nuova cassa integrazione nello stabilimento ma le condizioni dentro la fabbrica sono
ottocentesche. Ne è emblema il fatto che hanno già ridotto le pause dei lavoratori in precedenza e ora hanno anche chiuso i bagni a chiave. Se un operaio deve andare ai servizi, ora, è
costretto a chiedere la chiave al caposquadra. In queste condizioni non tutti riescono ad arrivare al bagno! Questa è la ricetta di Marchionne che piace tanto a Monti: il lavoro non c’è e il
poco che c’è fa schifo. Nella Fiat di Marchionne non si può andare nemmeno al gabinetto e la dignità del lavoratore, come nel caso dell’abolizione dell’articolo 18, è calpestata».
Oggi Paolo Ferrero ha incontrato anche i lavoratori in lotta dell’Esplana Sud di Nola, che occupano i capannoni della loro azienda dal 5 novembre scorso. «La scelta delle operaie e degli operai
dell’Esplana di costituirsi in cooperativa e acquistare l’azienda per far ripartire la produzione è lodevole e ha tutto il nostro appoggio – ha dichiarato il segretario del Prc – Come
Rifondazione Comunista ci impegniamo a dare una mano nei rapporti tra i lavoratori, Lega delle Cooperative e Regione Campania per poter rapidamente e concretamente ripartire. Bisogna ridare
dignità al lavoro partendo da questi casi emblematici di lotta.