Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Redistribuire i redditi per combattere la crisi
Stefano Galieni, Liberazione 11 febbraio 2011
«Sappiamo cosa si può fare in Italia da subito per affrontare la crisi. Basta volerlo». Paolo Ferrero, nella direzione del Prc che si è tenuta ieri ha sintetizzato in maniera efficace il senso di
una riunione che intendeva delineare una vera e propria campagna di massa da attuare da parte di Rifondazione Comunista e della Federazione della Sinistra. Poche parole chiave definire una
politica di redistribuzione del reddito verso il basso sostenendo le fasce più deboli, creando nuovi posti di lavoro con la riconversione ambientale, bloccando le delocalizzazioni, finanziando
adeguatamente la scuola, l'università, la ricerca pubblica e la cultura. Proposte attuabili con una tassa patrimoniale al di sopra degli 800 mila euro e incrementando la lotta all'evasione
fiscale, tagliando le grandi opere inutili e dannose, dal Ponte sullo stretto alle centrali nucleari fino alla Torino-Lione, facendo restituire alle imprese che delocalizzano tutte le
agevolazioni e i finanziamenti pubblici ricevuti, riducendo del 20% le spese militari (ovviamente via i soldati dall'Afghanistan). Una proposta sistemica in cui le entrate economiche sarebbero
pari o superiori alle spese e che porterebbe enormi benefici sociali. L'obiettivo è indicare una via di uscita da una crisi la cui gestione capitalistica mette in discussione le conquiste
democratiche e sociali del dopoguerra. Crisi in cui il berlusconismo, nonostante tutto, rischia di diventare un esempio per il continente: più privilegi, meno diritti, tanto populismo e il
dispiegarsi della guerra fra poveri. Ferrero ha chiarito come questa campagna di massa sulle questioni sociali si debba accompagnare alla campagna referendaria su acqua pubblica, nucleare e
legittimo impedimento. In particolare sull'acqua pubblica occorre sviluppare il nostro discorso sui beni comuni come concreta lotta contro la mercificazione capitalistica e come strada centrale
per la trasformazione sociale.
Sul piano dell'iniziativa politica, il segretario del Prc ha sottolineato la necessità di chiarire ulteriormente la nostra proposta anche con la raccolta di firme sulla richiesta di dimissioni di
Berlusconi ed elezioni subito a cui noi proponiamo di andare con un fronte democratico che non può comprendere Fli e Udc. A questo fronte democratico proponiamo di fare una manifestazione
nazionale per la cacciata di Berlusconi. Un elemento necessario ma non sufficiente per chi deve anche reiterare la richiesta di uno sciopero generale contro Marchionne, pericoloso per la
democrazia quanto e forse più di Berlusconi stesso e per andare al più presto ad elezioni politiche. Le proposte elaborate, e che necessitano di un immediato supplemento di discussione, devono,
per il segretario, intrecciarsi con le elezioni amministrative e proseguire fino all'estate. Le proposte discusse ieri possono, se messe in campo, ricostruire soggettività nuova della federazione
della Sinistra, capace di partecipare e di tornare ad avere un ruolo nella politica. La relazione di Roberta Fantozzi, è entrata nel dettaglio della bozza di proposte elaborate. Conti alla mano
si pensa che in Italia l'1% delle persone ha il 13% delle risorse e che contemporaneamente un altro 13% è invece diviso fra il 60% della popolazione. Facendo pagare il 5% di patrimoniale a chi ha
una rendita superiore agli 800 mila euro e l'1% in più a chi ha oltre 2 milioni di euro si avrebbe un gettito annuo oscillante fra i 20 e i 24 miliardi di euro. Uno fra i tanti esempi fatti da
Fantozzi che ad ogni entrata ha definito come si potrebbero impiegare le nuove risorse, dall'aumento dei salari al reddito sociale minimo per i disoccupati. Si potrebbe intraprendere un piano di
lavoro per la messa in sicurezza e per l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili per gli edifici pubblici. Con quello che si risparmierebbe da grandi opere e centrali nucleari, come proposto da
Legambiente, si potrebbe, attendendosi ai ragionamenti fatti da "Sbilanciamoci", restituire le risorse per scuola e università pubblica tagliando le spese militari e via di questo passo. Da
questo ragionamento è nata una lunga discussione che ha visto gran parte degli intervenuti d'accordo sui principi ispiratori con la necessità di apportare correzioni di forma o di sostanza.
Schiavon ha chiesto che si parlasse anche di precariato e popolo delle partite iva; Sodano ha visto poco affrontate le tematiche ambientali; Bonadonna ha proposto di innalzare ad 1 milione di
euro la soglia per la patrimoniale; Giardiello ha visto le proposte troppo vicine al campo di iniziative messe in piedi dal Pd, richiamando alla necessità di affrontare orario di lavoro e
salario. In più d'uno hanno posto la questione annosa della scala mobile e tanto Valentini quanto Rocchi e Bonadonna hanno fatto notare come ora di patrimoniale si parli anche nelle aree
socialiste e vicine a Emanuele Macaluso. Al termine della discussione, su proposta di Acerbo e di Vinci, si è deciso di rielaborare il materiale e di tenere una Direzione sul progetto definitivo
nel giro di pochi giorni. Ma oltre che della campagna di massa altre due questioni hanno attraversato il dibattito: lo stato del partito e della federazione, definito da molti di preoccupante
stasi, finalmente rotta da queste proposte e la scissione operata dal gruppo dell' Ernesto nel nome dell'unità dei comunisti. Sul primo tema si sono soffermati Patta, Cristiano, Petrini e Steri.
Interventi da cui emergeva la necessità immediata di dare una scossa ad una forza che deve ritrovare senso e capacità di intervento e che è stata definita da molti, non ultimo il segretario,
l'unica attualmente in grado di riproporre il tema della necessità del comunismo oggi più di allora. Una forza, come ha sottolineato Masella, che come si è dimostrato nelle mobilitazioni della
Fiom e degli studenti, può ancora trovare le condizioni per far crescere una sinistra comunista e di classe. Sul tema della scissione, per quanto limitata, si è insistito sulle problematicità
politiche a cui questa allude. Un fatto che indebolisce il Prc e la Federazione e che mostra la necessità di rilanciare il progetto della rifondazione comunista. Sul percorso da tenere vi sono
stati vari interventi (Barbarossa, Rinaldi, Pegolo, Grassi, Patta, Oggionni), che hanno sottolineato la necessità di approfondire la discussione, anche alla luce degli interventi pubblicati da
Liberazione e delle diverse posizioni presenti, per arrivare al congresso con un proposta chiara.