Di Federazione della Sinistra-PRC e PdCI
Nel 2010 «l'economia internazionale ha recuperato ampiamente i livelli d'attività precedenti» la recessione, spiega lo studio, ma «l'intensità dell'espansione è
stata molto differenziata tra le aree geo-economiche». A livello globale la crescita è stata trainata dalle economie emergenti (il Pil è aumentato del 7,3% contro il 2,7% del 2009), «mentre nelle
economie avanzate il Pil è cresciuto del 3%, dopo una caduta del 3,4% l'anno precedente». Anche tra le economie europee «l'intensità della crisi del 2008-2009 e la velocità della ripresa in corso
sono state disomogenee». In questo quadro l'Italia, sottolinea l'Istat, «ha subito la maggior caduta del prodotto insieme alla Germania (rispettivamente 7,0 e 6,6 punti percentuali), mostrando
però, al contrario di quest'ultima, un recupero molto modesto: a marzo 2011, al netto degli effetti di calendario e della stagionalità, il Pil in Italia è ancora inferiore di 5,1 punti
percentuali rispetto al primo trimestre 2008, mentre il recupero è stato completo in Germania e, per l'insieme dell'Uem, il divario da colmare è del 2,1%». Nella media dello scorso anno
«l'economia italiana è cresciuta dell'1,3%, contro l'1,8% dell'Uem». Anche i primi dati del 2011 non sono buoni, se paragonati ai nostri 'vicinì. «Nel primo trimestre in Italia la crescita è
stata dello 0,1% su base congiunturale (come già nell'ultimo del 2010) e dell'uno per cento in termini tendenziali, mentre nell'Uem la crescita è stata dello 0,8% su base trimestrale e del 2,5%
rispetto ai primi tre mesi del 2010».