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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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EMERGENZA PROFUGHI NEL VENETO: ZAIA VENGA A SPIEGARE IN CONSIGLIO REGIONALE LE RAGIONI DEL SUO VOLTAFACCIA


Il Presidente Zaia deve spiegare le ragioni che lo hanno spinto a cambiare le carte in tavola sulla questione dell'"emergenza profughi" in Veneto, abdicando al ruolo che gli compete e dando la prova dell’incapacità nel fronteggiare una questione che riguarda poco più di settecento profughi.
Altro che federalismo, Zaia con la sua scelta di strumentalizzare la vicenda ai fini della peggior propaganda leghista, scarica sui Comuni una situazione che rischia di diventare difficile, considerato che la decisione del governatore del Veneto sta persino bloccando i finanziamenti previsti per garantire vitto e alloggio ai profughi.
Non è questo ciò che aveva riferito il mese scorso intervenendo in Consiglio regionale ed è quindi necessario che il Presidente Zaia torni in Consiglio a spiegare le ragioni del suo voltafaccia.
Nel caso il Governatore non intenda procedere in questa direzione, siamo pronti a raccogliere le firme dei consiglieri per indire una seduta straordinaria del Consiglio.

Pietrangelo Pettenò - Federazione della Sinistra Veneta PRC Sinistra Europea
Gennaro Marotta - Italia dei Valori

 

 

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO


NONA LEGISLATURA




INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N.



QUESTIONE PROFUGHI: ZAIA RINUNCIA AL POTERE DI GOVERNARE. PERCHÉ ALLORA NON SI DIMETTE?


Presentata il 23 maggio 2011 dal cons. Pettenò.


Premesso che:


  • suscita stupore ed incredulità l’operato del presidente Zaia sulla c.d. “emergenza profughi”;

  • il Presidente è infatti la massima autorità regionale di Protezione Civile, e proprio in questa veste aveva nominato nelle scorse settimane il Commissario per l’emergenza profughi per la Regione Veneto;

  • il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile aveva assegnato lo scorso 13 aprile 463 mila euro alla nostra Regione, soldi che servivano a rimborsare gli Enti locali e le associazioni di volontariato che nel nostro territorio si prendono cura dei migranti;

  • ai primi mugugni della base leghista, poco propensa all’arrivo dei profughi in Veneto, il Presidente ha deciso di spogliarsi del suo dovere di coordinamento dell’emergenza profughi, silurando l’appena nominato Commissario e rimettendo ogni decisione al Governo;

  • questa decisione sta bloccando l’arrivo delle già stanziate risorse per il mantenimento degli oltre seicento rifugiati presenti nel nostro territorio: le Amministrazioni locali e le associazioni di volontariato che stanno gestendo la situazione sono pertanto ridotte al collasso;


dato che:

  • Zaia con questa mossa prettamente elettorale ha allontanato le critiche della base leghista ma ha rinunciato nel contempo ai suoi doveri di Governatore, praticando una scelta centralista che devolve ogni decisione al Governo e alle Prefetture;

  • il Presidente, pertanto, ha abdicato istituzionalmente ai suoi compiti previsti dalla legge nazionale e regionale, rinunciando pertanto a governare la nostra Regione;


considerato che:

  • la revoca del Commissario per l’emergenza profughi e la sua mancata sostituzione costituisce il tramonto del sogno leghista di un Veneto autonomo che non chiede nulla a nessuno in quanto è capace di gestirsi da sé: basta l’arrivo previsto da tempo di poche centinaia di persone per mettere in crisi tutto il sistema regionale pubblico e privato dell’accoglienza;

  • i Comuni, già strozzati dal patto di stabilità, non riescono a fronteggiare il problema dei profughi, in quanto Zaia ha bloccato le risorse già stanziate dal Governo;


ritenuto:

  • è inaccettabile che la tradizione di solidarietà del Veneto sia mortificata da un atteggiamento antifederalista che si disinteressa di affrontare i problemi, dando colpa ad altri, quando la legge regionale prevede una precisa responsabilità da parte del Presidente di coordinare l’emergenza profughi;

  • è incredibile che mentre si invoca federalismo su tutti i fronti, alla prima occasione utile per far vedere l’efficienza del Veneto, il presidente Zaia rinunci a governare lasciando gli Enti locali in balia di una situazione che diventa di giorno in giorno sempre più ingestibile;

  • i profughi sono donne e uomini che fuggono da un territorio di guerra dove la maggior parte di loro aveva un lavoro: il Veneto civile ha dovere di accogliere civilmente queste persone che non possono essere definite un costo ma, al contrario, una risorsa per la società;

  • è dovere dei politici e degli Amministratori pubblici amministrare il fenomeno dell’immigrazione e non lasciarlo volutamente incontrollato per guadagnare voti evocando fantomatici spettri di colonizzazione islamica;

  • se si rinuncia a governare questa emergenza, facendo colpevolmente mancare le risorse o non individuando delle sistemazioni adeguate, si rischia seriamente di far nascere delle forme di intolleranza che possono minare la convivenza civile;


ciò premesso il sottoscritto consigliere chiede alla Giunta e al Presidente Zaia:

  • di coordinare l’emergenza profughi adempiendo ad un dovere imposto dalla legge nazionale e regionale, oltre che da un principio di responsabilità e umanità che dovrebbe avere il rappresentante della Regione del Veneto in Italia come nel mondo;

  • farsi parte attiva per sbloccare i fondi assegnati dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile alla Regione Veneto e disporre risorse aggiuntive da assegnare ai Comuni per l’ospitalità dei rifugiati;

  • assicurare a questi profughi un’accoglienza dignitosa, coadiuvando attivamente attraverso l’Istituzione regionale l’operato degli Enti Locali, delle associazioni di volontariato e delle organizzazioni sindacali.


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