Irene Rui –Responsabile dipartimento politiche migratorie
PRC-FdS, Vicenza - Apprendo dal Giornale di Vicenza che per Lei Sindaca Covolo, esistono sinti e rom di serie A e B, che il suo provvedimento era riferito solo ai sinti non residenti e
mobili o nomadi, i quali secondo la Lei, per loro natura non vanno confinati in piazzole attrezzate poiché sarebbero ghettizzati. Peccato che includa tra i non residenti coloro che pur essendo da
qualche anno ivi stanziati, non sono iscritti all'anagrafe comunale e motivi del mancato provvedimento potrebbero essere molteplici. Peccato poi che la normativa preveda che i comuni si adoperino
al fine di preservare queste minoranze etniche, a predisporre aree di sosta attrezzate, per fermate temporanee o non. Le unità famigliari residenti lungo la pista ciclabile di Mirabella e nella
rotonda di Chizzalunga, sono da tempo stanziate nel comune e come la famiglia Mayer, cercano un luogo più idoneo per insediarsi. Ricordo che i Mayer ben integrati, sono riusciti dopo anni a forza
di bussare - ben 10 anni di residenza stabile nel comune di Breganze - ad acquisire la residenza anagrafica prima negata e questo solo grazie ad un intervento esterno che con normative alla mano
ha giustificato all'anagrafe la richiesta dei signori Mayer. Malgrado questa famiglia sia ora cittadina di Breganze e usufruisca dei servizi sociali forniti doverosamente dal Comune, non ha
ancora un'area idonea, un'area dotata di servizi igienici, elettrici e acqua, dove sostare. Sono lì in zona industriale, nel pezzo di prato messo a disposizione dell'amico Carlo V., che a suo
tempo forniva loro mediante un compenso pattuito, i servizi essenziali, ma ora l'azienda è dallo scorso anno, in procedimento fallimentare ed è stata chiusa, e i solerti uomini neri del tribunali
hanno pensato di mettersi una mano nel cuore negando l'accesso ai servizi. L'amministrazione, per dir la verità l'Assessore Finetti si è prodigato per permettere a loro almeno l'accesso alla
doccia del campo comunale di Mirabella a qualche chilometro dalla loro casa o baraccopoli e fornire i servizi sociali di cui hanno bisogno e sappiamo che sta cercando una soluzione per R. e le
altre famiglie. Ma sinceramente non sapiamo come potrebbero superare il secondo inverno gelido, visto poi che la loro struttura abilitativa non è più termica e piove dentro. Faccio presente che i
Mayer sono senza energia elettrica e acqua, con la sola bombola a gas fornita dal comune mensilmente per riscaldarsi, scaldare qualcosa per sfamarsi e l'acqua, e per luce le candele. Quando penso
o li chiamo mi chiedo se sono ancora vivi. R. e la sua famiglia è da dieci anni che attende la microarea o una casa, vedremmo ora visto che il provvedimento come afferma nell'intervista il
provvedimento non è riferito a loro o ai cittadini come loro, se finalmente si risolverà la questione o se si debba attendere che scappi la disgrazia prima di divenire ad una risoluzione. Ma
quando si parla di sinti (questi sono i residenti “nomadi” a Breganze”), come giustamente ha fatto osservare più volte dall'Assessore Finetti, non si può parlare solo di R. ma anche degli altri,
seguiti fortunatamente dalla Caritas, ma non con minore disaggio. Vorrei che Lei Sindaca Covolo, non si trincerasse dietro al fatto che gli altri non risultano anagraficamente residenti, anzi che
sanasse la situazione regolarizzando, anche a fine di censimento, gli altri abitanti. Tutti i cittadini italiani o stranieri hanno diritto a un luogo dove risiedere, un luogo dignitoso che gli
permetta di uscire dall'emarginazione in cui sono reclusi, ed è compito dello Stato, delle Amministrazioni Comunali, redimere gli ostacoli per il raggiungimento di tale scopo così come sancito
dalla nostra Costituzione.
Irene Rui – Responsabile dipartimento politiche migratorie PRC-FdS, Vicenza.
Di seguito l'articolo apparso oggi su "Il Giornale di Vicenza"
I Rom accendono le polemiche
Silvia Dal Maso
Rifondazione Comunista accusa il sindaco di adottare documenti disumani e intanto in Giunta si minimizzano le divergenze .
Si accende la polemica a Breganze per la questione Rom.
Provvedimenti a dir poco disumani, mancanza di volontà di risolvere i problemi delle fasce deboli, insensibilità. Sono accuse dure quelle che Rinfondazione comunista lancia alla sindaca per
aver alzato la mano e aver dato il via libera ad una mozione della minoranza che vieta insediamenti di nomadi in paese. Fra l´altro, la Covolo si è ritrovata in disaccordo con il suo vice, che
la mozione l´ha proprio rigettata facendo pollice verso.
«Per motivi burocratici», ha precisato ieri il delfino del sindaco per zittire chi già pensava ad una rottura con il primo cittadino.
Ad accendere la miccia ieri ci ha pensato Irene Rui, responsabile del dipartimento politiche migratorie del Prc di Vicenza. «Il sindaco e l´assessore Finetti circa un anno fa - dice la Rui - si
erano impegnati a risolvere la questione riguardante una, ma anche più famiglie residenti nel Comune, con la possibilità di trovare una casa o aree di sosta attrezzate con servizi e
sottoservizi. Il fatto che oggi la Covolo e l´assessore Dalla Valle pensino che le aree siano di intralcio all´integrazione di queste famiglie, costrette a vivere in situazioni precarie, è
ridicolo e disumano». Decisa la replica dell´Amministrazione che sottolinea come in quello dichiarato dalla Rui ci sia un errore di fondo in quanto la mozione si riferiva ai nomadi non
residenti in paese. «A Breganze c´è una famiglia residente e perfettamente integrata spiega Silvia Covolo che da anni alloggia in una roulotte nella zona industriale: i genitori lavorano e
percepiscono i contributi sociali e i figli vanno a scuola, frequentano il calcio e la biblioteca. Per loro l´assessore Finetti si è anche impegnato a trovare una residenza, in locazione. Le
altre famiglie, invece, sono composte da cittadini italiani senza fissa dimora: di queste alcune vivono nei pressi della rotatoria Chizzalunga, di proprietà della Provincia, altre vicino allo
sbocco della pista ciclabile di Mirabella».
Famiglie, queste ultime, che hanno scelto uno stile di vita non stanziale e che, quindi, se relegate in campi nomadi verrebbero ghettizzate piuttosto che integrate. «Non è vero - continua il
sindaco - che di loro ci siamo disinteressati: i figli vanno a scuola e noi abbiamo erogato un contributo alle associazioni di solidarietà per l´acquisto di buoni pasto e pacchi viveri. Sono
convinta che il tavolo tecnico al quale prenderanno parte gli assessori Dalla Valle e Finetti potrà trovare soluzioni idonee al problema dei nomadi presenti in paese».
Il vicesindaco Stefani tiene, infine, a precisare che aver dato voto contrario alla mozione non ha creato alcuna frattura . «Progettiamo assieme" ha ritenuto che la mozione non fosse formulata
in modo appropriato. Se ci fosse stata la possibilità di votare i 2 punti in modo disgiunto, avremmo detto sì all´istituzione del tavolo tecnico. Il primo punto, invece, non specificava se
erano escluse o meno le aree private».