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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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Governo, crolla la fiducia. Centrosinistra è maggioranza

www.liberazione.it

 

Il crollo di fiducia in Berlusconi e nel suo Governo? Secondo l'ultimo sondaggio di Ipr Marketing per Repubblica.it è praticamente costante. Tanto che se si coalizzassero in un'ipotetica formazione Pd, Idv e Sel, supererebbero il blocco leghista e pidiellino del 3,5%. Ma se crolla la fiducia nel centrodestra, il centrosinistra, certo, non può cullarsi sugli allori. Perché l'ultima ondata di successi non può far dimenticare che, ad oggi, la costruzione di una coalizione che sia un'alternativa chiara al berlusconismo è tutta da definire.
Il sorpasso è sicuramente nelle cifre. Il centrosinistra (Pd, Idv, Sel, Verdi, Psi e radicali) si attesta al 42,5%, il centrodestra (Pd, Lega e satelliti vari) si ferma al 39%. Il terzo Polo si ferma al 13% (con l'Udc al 7% e Fini al 3,5%). Fuori dai tre blocchi si piazzano Rifondazione e i Comunisti italiani (1,5%) e il movimento Cinque stelle (2,5%). Significativa la questione Lega. Mentre in passato il Carroccio e il Pdl andavano di pari passo, stavolta le cose vanno diversamente. In particolare per gran parte dell'elettorato leghista che è sempre più insofferente alla deriva presa dal Pdl, stretto tra leggi ad personam e festini ad Arcore.
Se queste sono le cifre, però, non bisogna immaginare una partita dall'esito certo. Perché se è certo il disinnamoramento per il Cavaliere questo non basta per dichiarare chiusa la partita. Perché da una parte un centrodestra "di nuovo conio" e senza Berlusconi potrebbe tornare ad attirare l'elettorato moderato, dall'altra il centrosinistra sembra ancora carente dal punto di vista di leadership e programmi. Ed è bene ricordare il 2006 quando la coalizione guidata da Romano Prodi fece i conti con una rimonta berlusconiana che nessuno aveva previsto. La fiducia in Berlusconi? Resta comunque poca. Al 29%. E basterebbe questo dato per capire quanto l'appeal del Cavaliere sia in caduta libera. Anche solo rispetto al gennaio di quest'anno (40%) a pochi giorni dalla fiducia conquistata con l'arrivo dei Responsabili. Soffocato da scandali privati, dall'attivismo a senso unico sulla giustizia e dalla consunzione della leadership. In crescita, all'opposto, il numero di coloro che non hanno più fiducia nel presidente del Consiglio. Per la prima volta si arriva a quota 60%. Tetto mai toccato fino ad oggi. Male anche il governo: solo il 23% dichiara fiducia a fronte di un robusto 62%. Al top, tra i ministri, c'è, invece, l'uomo a cui il Cavaliere ha affidato il compito di mettere ordine nel Pdl. Quell'Angelino Alfano, attuale ministro di Giustizia, nominato segretario del partito del Cavaliere. Compito improbo il suo, ma che gli fa guadagnare due punti che lo piazzono in testa alla lista dei ministri. Alle sue spalle il ministro dell'Interno Roberto Maroni. Il leghista, che in questi giorni ha più volte suonato la sveglia all'esecutivo, arriva al 58%, superando di un punto il titolare del Welfare Maurizio Sacconi. Da notare il calo (-3%) di Tremonti che, in questi giorni, è finito più volte nel mirino della sua stessa maggioranza.

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