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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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EX DOMENICALI E CENTRO CIVICO

 

Ci permettiamo di entrare anche noi nel dibattito sulla futura città di Vicenza. Siamo concordi con l’Amministrazione del capoluogo che si deve immaginare uno sviluppo diverso della città, di avere una visione europea dell’urbanistica. La visione europea delle città è totalmente differente dal modo di pensare italiano, innanzitutto si parla di recupero dell’esistente e su questo c’è lo sforzo dell’Amministrazione cittadina; si parla anche di aree verdi, di città ecosostenibili e a misura di persona con standard diversi, di tenere fuori il traffico dallo spazio cittadino con la creazione di parcheggi scambiatori e non come a Vicenza che lo si vuole portare a ridosso del centro storico. La città europea è un centro a servizio dei cittadini dove donne e uomini possono avere un tempo per il lavoro, uno per la famiglia e uno per il tempo libero, indiscriminatamente dal genere che rappresentano. Si parla quindi servizi ai cittadini (di ausilio, sociali e culturali), aiuti ai più poveri e rispetto per l’ambiente. La città europea ha accantonato le rotonde, vere e proprie barriere per pedoni, per una riqualificazione della viabilità a misura di pedoni e ciclisti, senza l’edificazione di nuove strade o viadotti. Gli urbanisti europei si avvalgono di veri e proprie valutazioni ambientali e paesaggistiche (no copia-incolla) in modo da tenere conto dell’assetto idrogeologico del sistema. 

L'ipotesi di costruire nell’ex area domenicheli una torre di 11 piani fuori terra e 3 nel sottosuolo, ci lascia al quanto perplessi. Se dovessimo scegliere tra le due ipotesi di progetto presentati dall’Amministrazione Vicentina, preferiremo il B più basso, rispetto all’A appena accennato, poiché meno impattante per il territorio. Non riprenderemo l’edilizia degli anni ’60 sia perché quella ha dato dal punto di impatto visivo, una brutta prospettiva ad una delle porte della città, sia perché edifici bassi permetterebbero di ammirare le bellezze cittadine. Pensiamo alla torre di San Felice, Monteberico, il castello e lo stesso centro cittadino. Non commettiamo l’errore della Torre Everest di Viale Torino, un vero obbrobrio urbanistico da abbattere.

 

Guido Zentile e Irene Rui, Prc-FdS Vicenza

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