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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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Dal calcio al sesso, le parole in libertà della politica italiana

Tutti contro il Brasile, da Napolitano al più cauto Berlusconi, eccetto Ferrero

 

Frida Nacinovich
L'Italia è unita. Contro il Brasile. Il no all'estradizione di Cesare Battisti deciso dalla Suprema corte del paese sudamericano dà il via a una ridda di dichiarazioni a senso unico. Si fa a gara a chi critica più violentemente il Brasile. Il ministro Calerloli arriva a proporre alla federazione italiana gioco calcio di boicottare il campionato del mondo, che nel 2014 si svolgerà propio a Rio de Janeiro, San Paolo e dintorni. Roberto Calderoli esagera, nemmeno Daniela Santanchè si azzarda a seguirlo. L'Italia pallonarla, si sa, vuole sempre partecipare, possibilmente vincere. Per giunta, nella quanto meno delicata situazione politica del governo e della sua maggioranza di centrodestra, non mancherebbe altro che mettersi contro gli appassionati di calcio. In una nazione di commissari tecnici, l'effetto boomerang sarebbe ancor più violento della tegola piovuta in testa al caro leader di Arcore alle elezioni amministrative del mese scorso. Però i leghisti insistono. Con ricostruzioni molto pittoresche. Da antologia quella dei due consiglieri lombardi Alessandro Marelli e Jari Colla. «La liberazione di Battisti rappresenta un tradimento della giustizia e l'ennesima riapertura di una dolorosa ferita - sostengono - Una triste vittoria morale per chi ha sempre difeso i terroristi rossi, come il compagno avvocato Pisapia, che adesso nella "Milano liberata" svolge il ruolo di primo cittadino». Da non credere. Ma per andare oltre l'incredibile ci vuole Giancarlo Lehner. Il deputato dei "responsabili" propone l'embargo contro il Brasile puntando su due "settori commerciali" assai particolari: turismo sessuale e calcio. «Battisti non lo voglio morto, ma vivo, quindi nessuno pensi di piombare in Brasile, individuarlo, braccarlo, giustiziarlo - afferma Lehner - Anzi, per far ancora meglio, esorto gli italiani dediti al turismo etero, omo e trans-sessuale a dirigersi su altri lidi erotici, tagliando milioni di euro ad una nazione disgraziata, visto che è governata da una ex terrorista, tale e quale Battisti». Ancora non basta. «Il ministero degli Interni e la Farnesina - dice ancora Lehner - spero vorranno schedare e segnalare ai mass media come possibili complici di Battisti i nominativi dei connazionali, che, da oggi in poi, prenoteranno viaggi in Brasile. Mi auguro, altresì, che nessuna squadra italiana acquisti più calciatori brasiliani». Siamo al di là del bene e del male. E sì che fa parte degli "onorevoli responsabili". Ma di che? Il resto delle reazioni pur assai critico è ben più composto, fa più onore alla politica. «Lesi accordi e amicizia, un colpo anche alla lotta al terrorismo», dice il capo dello Stato Giorgio Napolitano. La decisione del Brasile - sottolinea una nota di Palazzo Chigi - non tiene conto delle legittime aspettative di giustizia del popolo italiano. «Cosa vogliamo fare la guerra al Brasile? - si chiede retorico Silvio Berlusconi - Ricorreremo all'Aia, non abbiamo altra possibilità, ma non abbiamo la sfera di cristallo» per sapere cosa deciderà. Del ricorso alla Corte di giustizia, aveva già parlato il ministro degli Esteri, Franco Frattini: «Nella decisione su Battisti è prevalsa la politica sul diritto». «Profonda delusione e tristezza» esprime il presidente del Senato, Renato Schifani. «Sconcerto e amarezza» manifesta Il presidente della Camera, Gianfranco Fini. «Il governo ha avuto momenti di incertezza, ha pesato la perdita di credibilità dell'Italia», osserva il presidente del Pd, Rosy Bindi. Il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, chiede che «il ministro Frattini venga in Parlamento per spiegare come si è mosso il governo per scongiurare questo epilogo». «L'epilogo della scandalosa vicenda Battisti purtroppo era già scritto da tempo», attacca Silvana Mura, deputata dell'Idv. Unica voce fuori dal coro, Paolo Ferrero. Il segretario di Rifondazione comunista non capisce l'isterismo generale di fronte a quella che giudica una decisione legittimamente assunta dallo stato brasiliano, che può essere condivisa o meno ma che spettava alle istituzioni del paese sudamericano. Ma la politica italiana, si sa, è spesso e volentieri come la vecchia trasmissione televisiva Odeon: "tutto quanto fa spettacolo".

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