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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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Buon 1° maggio a chi lavora e a chi vorrebbe lavorare ma non riesce perché disoccupato

 

 

 

 

Pubblichiamo stralci dell'articolo tratto da www.vicenzapiu.com e scritto da Giorgio Langella che non si può non condividiere.
In questi giorni si leggono notizie, lunghi articoli, dotti commenti e quant'altro sulle liti tra PdL e Lega, sulle "nozze del secolo" in Inghilterra tra il principe William e "la sua" Kate, sulla beatificazione di Giovanni Paolo II ... i giornali stampati o quelli "letti" in radio e televisione ne sono pieni. Ci sono anche cenni delle polemiche tra il giovane sindaco di Firenze Renzi e la CGIL riguardo l'apertura dei negozi il Primo Maggio.

Si scrive e si parla della "modernità" di essere flessibili e permettere ai commercianti di lavorare (e ai cittadini di comprare e consumare) anche nel giorno della Festa dei Lavoratori. La CGIL, per Renzi, rappresenta "il vecchio". Lui, invece, è giovane e dinamico. Si badi bene, però, alle parole. Il Primo Maggio è la Festa dei Lavoratori e non "del lavoro". È la festa, quindi, delle persone che lavorano. È la giornata dedicata al riposo per chi fatica per poter vivere, per chi, con la lotta e il sacrificio, ha contribuito a ottenere quei diritti sanciti dalla Costituzione che i potenti vorrebbero cancellare. Domani è il giorno dedicato a loro, ma sui giornali scritti o nelle notizie lette alla radio e alla televisione mancano i lavoratori. Pare che i lavoratori (e gli operai in particolare) non esistano più. Non è così, ma nel silenzio dei media essi spariscono, diventano invisibili. Sono "i dimenticati", quelli che non contano più niente. Nel capitalismo trionfante conta solo il profitto d'impresa, il guadagno di qualcuno, il denaro per pochi. E allora chi vuole festeggiare il Primo Maggio con il giusto riposo diventa un "fannullone", un lavativo che non fa gli interessi della società. E lorsignori intendono per "società" quella dove è permesso loro speculare e sfruttare meglio.

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Oggi l'attacco ai diritti dei lavoratori è, certo,meno cruento rispetto agli anni Cinquanta,  ma è altrettanto pericoloso. Da Pomigliano a Mirafiori, dalle delocalizzazioni al precariato ormai unica forma "normale" di lavoro, dalla volontà di "regolamentare" il diritto di sciopero al silenzio che copre le morti sul lavoro e per malattia professionale, ogni giorno si assiste a un ricatto, a un'imposizione, alla cancellazione di un diritto. È una strategia precisa, un movimento lento, sotterraneo che ha come obiettivo ridurre i lavoratori in sudditi e fare che essi e le organizzazioni che li rappresentano non contino più nulla.

Il Primo Maggio, da sempre, si festeggia per ridare dignità a chi lavora. Il Primo Maggio è giusto fermarsi e pensare; riempire le piazze, alzare la testa e lottare. Gridiamo tutta la nostra rabbia contro chi vuole ridurci alla passività e all'indifferenza. Combattiamo chi vuole toglierci i diritti che noi e i nostri padri abbiamo conquistato. Contrastiamo chi non ha mai lavorato ma ha vissuto sempre di speculazioni e privilegi. Torniamo in piazza, facciamolo domani e il 6 maggio allo sciopero generale proclamato dalla CGIL. Torniamo a lottare. Prendiamo in mano il nostro futuro e costruiamo una società migliore. Una società che possiamo festeggiare e non subire. È anche per questo che vale la pena vivere.

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