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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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Antonio D'alessandro, Segretario Provinciale del PRC: "C'è una Napoli nuova che si batte per il proprio riscatto".

Stefano Galieni, www.liberazione.it


Sono le 15 circa di un sabato afoso, Antonio D'Alessandro, segretario provinciale del Prc a Napoli trova un momento di respiro mentre la situazione della sua città continua ad evolversi.
«La situazione è migliorata rispetto a venerdì grazie all'ordinanza del sindaco. C'è stata una raccolta straordinaria che ha riportato alcune zone in condizioni migliori, ma il quadro resta altamente critico. Ci sono ancora cumuli di immondizia in centro e ancora i resti dei roghi di altri cumuli».

Colpisce la reazione della cittadinanza
«Sì, in tante e tanti hanno capito chi sono i responsabili di questo crimine contro la salute delle persone. Sono nati "comitati spontanei contro il sabotaggio" - quello messo in atto dal governo - che sono in presidio permanente sotto la Prefettura continuando a fare quello che hanno fatto negli ultimi mesi. Martedì la manifestazione si sposterà a Roma, sotto Montecitorio, per chiedere il varo del decreto che permetterebbe il trasferimento dei rifiuti in altre regioni. La manifestazione è organizzata dai comitati, da movimenti e da centri sociali e ci sarà anche la Federazione della sinistra».

Cosa pensano al Comune di questa manifestazione?
«La considerano come di sostegno al proprio operato. Il governo è tenuto sotto scacco dalla Lega e dalle faide interne alla maggioranza. Ci sono regioni come l'Emilia Romagna che hanno già manifestato disponibilità a prendere parte dei rifiuti, ma il governo fa orecchie da mercante e abbandona una città come Napoli. Se il decreto non è varato non solo si dà uno schiaffo alla dignità dei cittadini, ma si compie un atto criminale. Qui c'è il rischio forte di malattie e infezioni, si sta scherzando con la salute e la vita della gente e i napoletani non lo permetteranno».

Il Comune ha già intrapreso proprie azioni?
«Si è inviato un appello al capo dello Stato firmato all'unanimità, quindi anche dall'opposizione. Napolitano ha immediatamente risposto sollecitando il governo ad assumersi le proprie responsabilità. Ma c'è stata anche l'iniziativa di alcune centinaia di cittadini che hanno denunciato alla procura della repubblica il ministro Calderoli per il proprio atteggiamento e le dichiarazioni rilasciate».

Come stanno reagendo le altre forze sociali e politiche?
«I comitati civici di appoggio a De Magistris sono andati, insieme alla FdS e a tanti altri soggetti a rafforzare i comitati contro il boicottaggio. A me colpisce il silenzio della Cgil:
un'organizzazione che avrebbe l'autorevolezza e il dovere di proporre una manifestazione di sostegno a Napoli. Gli altri partiti del centrosinistra hanno una posizione per ora attendista, per questo sarebbe molto utile un segnale dal sindacato che li scuota e li convinca a mobilitarsi».

Non è bastato il segnale giunto con le amministrative?
«Infatti. La popolazione ha capito che non bastava eleggere un bravo sindaco, ma che bisognava rialzare la testa. Berlusconi, la Lega, Cosentino e i suoi affiliati hanno paura delle iniziative di questa amministrazione. Qui c'è un piano ambientale che se applicato va a toccare e a intaccare interessi forti. I napoletani hanno capito che si può uscire da vent'anni di emergenza spezzando il filo fra una cattiva politica e la lobby degli inceneritori, puntando alla raccolta differenziata e ai siti di compostaggio».

Un sostegno che si basa anche su elementi concreti?
«Sì, perché è partita la raccolta differenziata anche nello stato di emergenza. Si stanno realizzando dieci isole ecologiche di fronte al silenzio di Provincia e Regione. Ma vi pare possibile che il sindaco debba chiedere al prefetto di intervenire affinché la Regione, che deve gestire i flussi, obbedisca alle leggi dello Stato? Caldoro (il presidente della Regione, ndr) si è accorto che il governo è in ritardo. Ma anche lui se ne accorge tardi, credo».

Cosa vi aspettate per martedì?
«Io inviterei tutti, anche chi non è napoletano a sostenere questa manifestazione. Non si tratta di una questione cittadina, ma nazionale e come tale va trattata. A Napoli c'è un' importante voglia di cambiamento che deve continuare e andare oltre la questione rifiuti. È questo il vero laboratorio napoletano che potrebbe interessare l'intero paese. Sarebbe un gran segnale se si attivasse un moto di solidarietà come accadde a Firenze dopo l'alluvione o dopo il terremoto dell'Irpinia. Ci sarebbe bisogno anche di volontari che venissero a dare una mano per spiegare porta a porta come si fa la raccolta differenziata e che si misurino con questa città. Si potrebbero riconnettere tessuti popolari e costruire relazioni diverse. E badate bene, tanto allarme non nasce da una questione di immagine. Qui si parla di un'emergenza sanitaria pericolosissima, si parla della vita delle persone».

Il vice sindaco Sodano sta rispondendo alle aspettative?
«L'ho lasciato al lavoro a Palazzo S. Giacomo, non si ferma un minuto e le persone se ne accorgono. L'altro ieri è venuto ad un presidio dei movimenti ed è stato accolto dagli applausi dei napoletani. Lo riconoscono come uno di loro, di noi. E si fidano».

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