Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Giovanni Russo Spena, da "Liberazione" del 21 gennaio 2011
Il Paese sembra sprofondare nell'abisso della degenerazione del potere. Ha ragione Mario Tronti: avevamo detto, ormai alcuni decenni fa, «Siate realisti, chiedete l'impossibile; l'impossibile è diventato reale. E l'immaginazione al potere ce la siamo ritrovata nei festini di casa Berlusconi». .........................
Paolo Flores D'Arcais, direttore di Micromega, scriveva ieri: «Continuare a discutere se Berlusconi possa ancora governare è privo di senso. L'Italia è, grazie alla disinformazione mediatica e alla mancanza di una vera opposizione, completamente immersa nella sindrome»; e propone una nuova «sala della Pallacorda», come il famoso Terzo Stato nel 1789.
Dal sarcasmo si passa, dunque, alla preoccupazione, all'angoscia. Decenni di antipolitica ci restituiscono un Paese incapace di uno scatto democratico, di un sommovimento profondo delle coscienze. Esso sembra sfibrato sul piano della coscienza democratica e della difesa dei diritti. Sessismo patriarcale che mercifica il corpo, con la politica che entra nel corpo delle donne; razzismo di Stato; ferocia repressiva e carceraria; tutto viene metabolizzato dentro lo spettacolo abominevole del presidenzialismo libertino e porcone..................
Ma mi chiedo: hanno compreso le sinistre che siamo di fronte ad un bivio drammatico? Che non è il tempo di arrovellarsi attorno a governi di unità nazionale o di giochini tattici correntizi, ma di guidare uniti una sollevazione popolare e di andare alle elezioni? ..................
Ieri Paolo Ferrero ha proposto a tutte le forze di opposizione una manifestazione nazionale contro il regime, una mobilitazione permanente: è possibile evitare che la conflittualità sociale, non trovando sbocchi né rappresentanza, venga neutralizzata dall'orgia del potere ed indirizzata verso processi di alienazione politica? Siamo giunti al punto massimo, io credo, della sfida; come a Pomigliano, come a Mirafiori; se riusciremo a costruire un processo di assunzione di responsabilità civile e democratica potrà anche improvvisamente cambiare il terreno. Non viviamo, infatti, fasi di gradualismo, di lente accumulazioni di forze; siamo nel terremoto. L'abbattimento dei diritti, in fabbrica, come nella scuola, come nell'autonomia dei poteri costituzionali, ha la stessa matrice: la società autoritaria pretende una organizzazione del lavoro autoritaria. I diritti costituzionali non vengono devastati per la cattiveria di Berlusconi e per il cinismo di Marchionne, ma perché essi rappresentano il capitalismo autoritario in crisi che ha bisogno, per sopravvivere, di distruggere tutte le soggettività organizzate e tutte le autonomie.