Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Paolo Ferrero, “Liberazione” 4 marzo 2011-03-04
La decisione della Cgil di convocare uno sciopero generale di 4 ore per il 6 maggio è un primo risultato ma del tutto inadeguato. Si badi, la nostra
non è una critica massimalista di chi fa sempre il "più uno". Sappiamo benissimo che la decisione della Cgil di convocare uno sciopero generale da sola è cosa rilevante, ma il problema è proprio
qui. Dentro una gestione della crisi tutta in chiave antioperaia, di fronte ad un attacco pesantissimo di governo e padronato, di fronte alla divisione del fronte sindacale, come si fa a
costruire i rapporti di forza necessari a contrastare efficacemente l'attacco e ad unificare i lavoratori?
L'attacco che è in corso non è cosa di poco conto: mette in discussione l'esistenza del sindacato come organizzazione autonoma di classe. Non è un
attacco relegato alle manie di Marchionne: il suo modello è in corso di estensione in vari settori ed è stato fatto proprio da Marcegaglia. In concreto il tentativo è quello di demolire la Cgil o
normalizzandola o conducendola all'impotenza. Di fronte ad un attacco di questo tipo le mezze misure - e lo sciopero di 4 ore tra due mesi è una mezza misura - sono del tutto inefficaci perché
non permettono di utilizzare tutta la forza che ha il movimento operaio. Per sconfiggere l'offensiva padronale occorre costruire entusiasmo, suscitare passioni, far sentire ai lavoratori e alle
lavoratrici che il loro sindacato gioca la partita fino in fondo. Come seppe fare Cofferati sulla vicenda dell'articolo 18. La decisione di oggi non determinerà questo clima: in questo sta tutta
la sua inadeguatezza.
Per quanto ci riguarda, in primo luogo occorre operare affinché lo sciopero del 6 maggio diventi uno sciopero di 8 ore contro governo e
Confindustria. Già alcune categorie si stanno pronunciando in tal senso, occorre determinare le condizioni affinché questo diventi l'orientamento generale. In secondo luogo occorre riempire di
iniziativa politica e sociale questi due mesi. Non è solo un problema sindacale ma politico. Nell'assenza di qualsiasi risposta ai nostri appelli per la costruzione di una mobilitazione politica
unitaria si misura tutta l'inconsistenza dell'opposizione, parlamentare e non. Si tratta di fare un salto di qualità segnando le varie mobilitazioni, a partire dallo sciopero generale dei
sindacati di base dell'11 e dalla mobilitazione del 12, con una idea chiara: l'avversario non è solo Berlusconi ma la gestione capitalistica della crisi, l'accoppiata
governo-Confindustria.
In secondo luogo producendo direttamente una campagna di massa sulle questioni sociali, con l'obiettivo di aggregare tutte le forze disponibili a
battersi sul serio, anche con la convocazione di una manifestazione nazionale.