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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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Vicenza: Rifondazione Comunista aderisce allo sciopero del trasporto pubblico

Giuliano Ezzelini Storti: Il Partito della Rifondazione Comunista-FDS Federazione di Vicenza aderisce allo sciopero di 4 ore indetto dalle sigle sindacali CGIL-CISL-UIL del trasporto pubblico per Giovedì 1 Marzo.
Il PRC-FDS aderisce, parteciperà con una propria delegazione, anche alla manifestazione che partirà alle ore 9.30 dalla stazione dei treni di Vicenza.
Riteniamo giusta la protesta delle lavoratrici e dei lavoratori del trasporto pubblico, perché colpendo questa categoria, con i tagli imposti dal governo attuale e da quello che li ha preceduti, si colpiscono le fasce più deboli del paese.
Tagliando il trasporto pubblico non si incentiva di certo il calo dell'inquinamento o la riconversione eco-compatibile della nostra società visto poi che, con i soldi pubblici risparmiati, si fanno opere inutili come la tav in Val Susa.
Crediamo inoltre che, indirettamente, con i tagli si colpisca anche il diritto allo studio che dovrebbe essere intoccabile e universale.
Oggi, ancora più che nel recente passato, una politica per i trasporti è necessaria. La crisi va affrontata anche riconoscendo al sistema dei trasporti il suo valore sociale ed economico, in questa direzione i trasporti, possono essere una leva decisiva sul versante degli investimenti infrastrutturali.
La mobilitazione e lo sciopero dell’1 marzo chiedono al Governo di recuperare un confronto di merito con il Sindacato, le istituzioni e il sistema delle imprese del settore per non aggravare la crisi, per delineare ed attuare elementi concreti di politica dei trasporti, per rafforzare le regole a tutela del lavoro, le clausole sociali e la contrattazione collettiva nei processi di liberalizzazione (su cui manteniamo netta contrarietà!)
Non possiamo accettare l’idea che con le liberalizzazioni si realizzi il dumping contrattuale e sociale, idea nitidamente rappresentata nel Decreto sulle liberalizzazioni attraverso, per esempio, la cancellazione della previsione del contratto nazionale di settore per le imprese ferroviarie private.
La mobilitazione e lo sciopero dell’1 marzo difendono, al contrario, i contratti nazionali e la contrattazione aziendale nei trasporti. Difendono il lavoro qualificato, ma spesso ancora gravoso e faticoso, sempre più frequentemente precario, in numerosi segmenti del settore perché il lavoro è fattore decisivo per un’offerta di trasporti di qualità e per affermare un sistema dei trasporti utile al Paese per migliorare la sostenibilità economica ed ambientale della mobilità di persone e merci.
La mobilitazione e lo sciopero dell’1 marzo dicono basta con il lavoro precario, basta con l’abbattimento delle tutele contrattuali, basta con i bassi salari, basta con gli appalti e i sub appalti senza regole.
Infine riteniamo che anche a Vicenza è necessario costruire con serietà e convinzione tutte quelle forme di fusioni/integrazioni che possano dare una risposta efficiente alle esigenze dei cittadini e particolarmente degli studenti in tempi brevi, entro la primavera.
Per questa ragione non possiamo che essere d'accordo con il sindacato: ribellarsi é giusto, ribellarsi é ora!

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