Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Si apprende dalla cronaca che il Sindaco di Vicenza Achille Variati si pone l'obiettivo di portare il lavoro del sesso all'interno di luoghi chiusi – non case chiuse – su modello tedesco. Ciò è lodevole anche se si scontra con le sue recenti posizioni, quali le ordinanze urgenti e illegittime, che di fatto creano due zone in città: quella rossa che occupa più dei tre quarti di Vicenza e quella libera: 1 km di strada buia e senza servizi, a confine con il Comune di Altavilla, nella zona industriale ovest. Zona in cui la maggioranza delle lucciole non si sposta, poiché insicura per la loro vita, senza servizi igienici ed economicamente svantaggiosa.
Si fa presente che in Italia non c'è ancora una normativa che permetta di esercitare una forma di prostituzione diversa da quelle di strada. La normativa attuale non permette di andare oltre allo zoning, di cui un esempio è quello attuato nel 1995 a Venezia. Lo zoning non significa proibire la professione in città, ma attuare un programma di gestione e monitoraggio della prostituzione nel rispetto dei diritti umani.
In Italia come dichiarato anche, dai comitati sindacali delle lucciole, manca una normativa che parta dal rispetto dei diritti umani e delle persone che esercitano la professione del sesso, orientata al rispetto della sicurezza e del benessere delle/dei lavoratrici/lavoratori del settore. La complessità del tema ha trovato sempre un stop politico a volte trasversale, per apporre delle modifiche alla legge 75/58 conosciuta come Merlin. La questione appunto, perché complessa, richiede un tavolo concertativo tra le parti sociali e le dirette interessate. E per questo rimaniamo ferme nell'idea che prima di attuare una qualsiasi riorganizzazione del lavoro sessuale, bisognerebbe coinvolgere i lavoratori/lavoratrici interessate.
Ci si chiede, vista la posizione di Varianti in questi giorni, cosa pensa di fare nel prossimo futuro: risolvere la questione accettando un incontro con il sindacato delle lucciole, o continuare con le sue costose ordinanze fin tanto che ci sarà una legge che permetterà ai sindaci di legiferare sul tema?
Con il proibizionismo cari amministratori non si risolve la questione relativa al lavoro del sesso.
Per il Forum delle donne di Rifondazione Comunista
Irene Rui