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E' necessario un «impegno comune» di maggioranza e opposizione per approvare al più presto la manovra bis in Parlamento. E' il monito lanciato dal presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, in un video messagio al forum Ambrosetti di Cernobbio. Il decreto di Ferragosto, ha sottolineato il capo dello Stato, sta vivendo una «discussione travagliata», ma bisogna
chiudere l'esame parlamentare anche «prima della scadenza dei 60 giorni» del provvedimento. «E' necessaria - ha aggiunto Napolitano - chiarezza e certezza nell'impegno per ottenere i
risultati. Altrimenti - ha sottolineato il capo dello Stato - si finirebbe per cadere in situazioni in cui il nostro Paese vede riemergere e pesare su di sé antiche diffidenze».
Al governatore della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, che chiede all'Italia di «realizzare i target annunciati», Napolitano assicura che sia maggioranza che opposizione sono
d'accordo: «Nessuno, nemmeno l'opposizione, mette in dubbio l'obiettivo del pareggio di bilancio», ha assicurato Napolitano al governatore della Banca Centrale Europea, Jean Claude
Trichet, ma «c'è una forte divergenza - ha ammesso il capo dello Stato - sui mezzi per raggiungerlo, sulle misure più efficaci e più giuste». Napolitano, però, garantisce che continuerà a
invitare al confronto «fino al voto in Parlamento - ha sottolineato - tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione per confermare l'obiettivo», anche se «le preoccupazioni per un
eccesso di conflittualità tra i partiti e per la forte pressione che calcoli elettorali esercitano sulle singole posizioni dei partiti sono per me - ha detto il presidente - pane
quotidiano, le esprimo oramai da vari anni con molta tenacia costanza e talvolta anche con molta severità».
C'è qualcuno che però non condivide pressocché nulla del discorso di Napolitano. «Questa manovra - dichiara Paolo Ferrero, segretario del Prc - non solo è iniqua socialmente, non solo è
recessiva ma soprattutto non serve a nulla per combattere la speculazione finanziaria. Questo per la semplice ragione che gli interessi forti della speculazione non vengono toccati in
nessun modo. Il problema non è l'approvazione rapida di una manovra, inutile e dannosa, ma la messa in discussione delle politiche neoliberiste con cui le classi dirigenti europee stanno
portando al disastro il nostro continente. Senza questa messa in discussione - conclude Ferrero - ogni manovra non farà altro che avvicinare l'Italia al disastro a cui l'Europa ha portato
la Grecia».
Che questo sia il rischio - visti anche i dubbi serpeggianti in Europa che potebbero spingere la Bce a smettere di acquistare i titoli di stato italiani per frenare la speculazione - lo
ammette indirettamente anche lo stesso ministro Frattini quando da un lato assicura che a Trichet «risponderemo con i fatti», e dall'altro precisa che «insisteremo perché la Bce continui
nella sua saggia politica per supportare gli sforzi di Stati come l'Italia e la Spagna. Escluderei che la Bce decida di smettere di aiutare in quei termini». Se lo dice lui.
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