Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Il divieto di uscire in pubblico a viso coperto – messo in
atto dall’Amministrazione di Montecchio Maggiore, piuttosto che da altre – è teso a colpire le donne appartenenti a sotto correnti religiose d’origine musulmana. Esprimo tutta la nostra
contrarietà a questo provvedimento. Non sappiamo a cosa serva, ma se l’intento della Giunta è di “emancipare” le donne mussulmane (ho qualche dubbio che lo siano più di noi), non è con il divieto
del “burqa” o del velo sul viso, che si aiuta le donne ad autedeterminarsi. N’è la prova che molte donne non appartenenti al mondo religioso mussulmano, sono costrette a sottostare – per volontà
religiosa o anche no – alle decisioni dell’uomo, in quanto considerato superiore alle donne che sono figlie del peccato. Invece se l’intento dell’Amministrazione è la sicurezza cittadina, non
vediamo quale pericolo susciti l’uscita a viso coperto in pubblico. Il burqa porrebbe dei problemi pratici per chi lo indossa dovuti ai movimenti, ma non certo un pericolo per il prossimo. E’
come se affermassimo che uscire d’inverno con il passamontagna o la sciarpa attorno alla bocca, come ci hanno insegnato i nostri nonni, è un pericolo.
Il pericolo invece, lo sarà dal punto di vista sociale, poiché tale divieto segregherà le donne in casa e le costringerà non avere più contati con il mondo esterno, ciò che permette la loro autodeterminazione ed emancipazione.
A cosa serve poi l’intervento dei servizi sociali, ci piacerebbe proprio capirlo, visto che le assistenti non possono far altro che constatare il dato di fatto. Il burqa e il velo non è sempre imposto, spesso è un’identificazione. Non è meglio prevenire e quindi evitare tale divieto, piuttosto che provvedere poi?
Irene Rui
Resp. Dip. politiche etniche e migratorie