Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Treni, l'odissea dei viaggiatori
Caro direttore, scrivo a te perché comunicare con Trenitalia è un'odissea. La medesima odissea che venerdì hanno vissuto gli sventurati, ed io tra loro, che s'erano messi in testa di raggiungere
Pescara con il treno (ero atteso alla festa di Vasto per discutere del decennale di Genova). Il sito recitava, e recita, che quei convogli partono da Roma Tiburtina ma, dopo l'incendio, ho
pensato di recarmi con largo anticipo onde evitare sorprese. Un cartello scritto a mano (i terminali sono tutti spenti) avvisava che per Pescara si partiva o da Termini o da Prenestina. La fila
alla biglietteria era chilometrica, così ho dirottato su Termini ma lì nessuna traccia del treno. Ma c'era ancora tempo, grazie al largo anticipo di cui sopra, così arrivo nella stazione fantasma
di Roma Prenestina. Il tabellone non dava segni di treni per Pescara e il cartellone degli orari era della stagione 2007/2008, evidentemente una buona annata per Moretti. I ferrovieri, ce n'erano
tre su un binario, m'hanno dato tre consigli diversi: arrivare a Tivoli che «forse» da lì partiva qualcosa, aspettare nella stazione fantasma che «forse» sarebbe passato un treno, prendere
l'autobus di una azienda privata. Nelle mie stesse condizioni altre persone si aggiravano sperdute nella stazione senza biglietteria e senza segni di vita. Stesso copione per il treno successivo
di cui il sito dell'azienda dava indicazioni anteriori all'incendio avvenuto a Roma Tiburtina ben tredici giorni prima. Ok direttore, ora ti ho scritto ma non mi sento meglio. Credo che il
servizio ferroviario debba tornare a essere un bene comune. E credo di far parte della maggioranza schiacciante degli italiani.
Checchino Antonini