di Massimo Rossi
Un italiano su quattro «sperimenta il rischio della povertà», ci dicono oggi i dati forniti dall’Istat. Sono numeri senza appello: la distribuzione della ricchezza nel nostro paese conosce una livello di divaricazione che non si ricordava dal dopoguerra e che è ormai insostenibile, pericoloso per la convivenza civile. Per chi non l’avesse ancora capito, questa non è una crisi congiunturale, che può passare nel giro di un paio d’anni. È invece una crisi di sistema, che attacca i più ceti deboli e le donne e che toglie il futuro ai giovani, con oltre mezzo milioni di giovani disoccupati in più dal 2009 e un abbandono scolastico al 18,8%. Un disastro causato da poteri economici e finanziari senza controllo e da una politica ufficiale che non vuole e non sa svolgere il proprio ruolo di guida. È il momento delle scelte coraggiose: oltre a mandare a casa questo governo incapace, anche grazie ai ballottaggi di domenica prossima e ai referendum di giugno, è urgente varare misure di redistribuzione della ricchezza, alleggerendo la pressione sui redditi da lavoro e tassando invece grandi patrimoni e rendite finanziarie