Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Due esempi, ma ce ne sarebbero tanti altri. SVEGLIAMOCI.
A Milano, sono stati tolti con forza i presìdi alla Mangiarotti Nuclear, dove i lavoratori stanno protestando contro la delocalizzazione coatta dell'azienda. Da tre giorni un gruppo di una trentina di lavoratori sostava davanti ai cancelli mentre un altro. Tre mesi fa i lavoratori avevano ottenuto una sentenza del Tribunale di Milano che imponeva alla Mangiarotti Nuclear di riportare nello stabilimento di Milano le produzioni spostate in altri siti internazionali. Ieri l'intervento della celere che con l'uso della forza ha ristabilito la legalità rivendicata dalla Mangiarotti. La questura ha sgomberato gli operai che occupavano. C'è stata nel caso della Mangiarotti, una tolleranza totale nei confronti delle illegalità del padrone, un accondiscendere continuo rispetto all'arroganza di uno dei proprietari, Tarcisio Testa che ricorda nei comportamenti il caso noto della INNSE, e una totale inflessibilità nei confronti degli operai e una completa disattanzione rispetto alla legge e alle ordinanze della magistratura.
Fabrizio Salvatori, "Liberazione", 12 giugno 2010, p.
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A Pomigliano d'ARco oggi e a Torino domani, la Fiat strappa l'accordo separato per lo stabilimento FIAT di Pomigliano. Il ministro Sacconi plaude. La FIOM non firma e chiede un referendum tra i lavoratori. Quello che non si trova è una cosa fondamentale: cosa è in realtà questo "accordo". Forse volutamente si fa capire che quei "gran bravi signori e padroni" della FIAT vorrebbero costruire la Panda a Pomigliano ma qualche irresponsabile (la FIOM) glielo impedisce con motivazioni politico-ideologiche.
Marchione stamattina aveva dimostrato, invece, una "grande" volontà di dialogo e di confronto dichiarando: "Che cos'altro dovremmo fare a parte chiudere? Giocare a pallone forse? Io costruisco auto e se non le produco lì le produrrò da un'altra parte. Ci sono un sacco di posti che amerebbero avere la produzione di auto. La Serbia, per esempio o la Polonia. Quanti costruttori europei avete visto che trasferiscono la produzione dall'Europa dell'Est?".
Leggo varie notizie ma i contenuti dell'accordo continuano ad essermi sconosciuti. Si sa poco... e alla FIOM fanno fare la figura di chi si oppone allo sviluppo e resta nel totale isolamento.
Poi leggo un comunicato della FIOM di Napoli(1) e capisco che nell'accordo sono previste norme antisciopero con provvedimenti fino al licenziamento e altre condizioni che colpiscono i diritti individuali dei lavoratori e non c'entrano nulla con la produzione industriale. E allora mi convinco che la posizione dei padroni della FIAT è, al solito, quella del ricatto. Vogliono imporre la loro volontà perché, in presenza di un governo a loro servile, si sentono forti e hanno di fronte un movimento sindacale diviso tra chi vorrebbe difendere i diritti costituzionali dei lavoratori e chi, ostentando un succube pragmatismo, accetta qualsiasi condizione a qualsiasi costo.
Cosa possiamo fare, adesso, per aiutare chi resiste alle pressioni dei signori della FIAT? Possiamo fare informazione, ognuno con i mezzi che ha, per far conoscere le ragioni della FIOM e dei lavoratori che, in delegazione, hanno protestato oggi davanti alla sede romana della Confindustria. Facciamo sentire che non sono isolati ma che c'è ancora chi pensa che con i ricatti non si possa governare un paese né dirigere una fabbrica. E gridiamo che siamo stanchi di sentire questi imprenditori dire in ogni occasione che non possono "lavorare" perché c'è ancora chi si ostina a rivendicare i propri diritti e non accetta di diventare suddito.
Giorgio Langella
(segr.prov. Partito dei Comunisti - Federazione della Sinistra - Vicenza)
(1)www.napoli.fiom.cgil.it/Comunicatistampa/Lettera%20Brancato%20Mascoli%20su%20Fiat.pdf