Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Oggi e nei prossimi due giorni alcuni lavoratori del Gazzettino di Vicenza scioperano per avere il diritto di vedere il proprio lavoro riconosciuto con la dovuta giustizia. Chiedono di poter
incontrare l'editore per discutere del proprio futuro e delle condizioni nella quale versa la libertà di informazione nel nostro paese e nella nostra provincia. A loro va la nostra massima
solidarietà senza distinguo, senza ambiguità, senza se e senza ma.
Vorremmo che si facesse la dovuta attenzione a ciò che questa protesta evidenzia. Vorremmo che si discutesse di quelle forme di censura indotte dalla precarietà del lavoro nella quale vivono quei
giornalisti che non godono di emolumenti milionari, che non compaiono i televisione a pontificare su tutto. Quale libertà di informazione può esistere quando vengono imposte condizioni di lavoro
e retribuzioni insufficienti? Quale libertà di espressione può esserci se chi scrive può essere ricattato in ogni momento e non può avere un futuro sicuro? Un sistema che non tutela il lavoro di
chi scrive e, magari, vuole fare inchieste anche scomode è un sistema poco libero, asservito al potere. Pensiamo che la situazione evidenziata dai lavoratori de "Il Gazzettino spa" in sciopero
sia comune a tanti, troppi, collaboratori di organi di informazione provinciali e nazionali. Mantenere l'instabilità economica e la precarietà di lavoro del lavoratore-giornalista è una scelta
ben precisa di chi vuole mantenere il controllo su ciò che viene scritto. Di fatto si impongono forme subdole di autocensura che concorrono a fare in modo che l'informazione italiana sia poco
libera, imbavagliata, incerta, timida. Una situazione intollerabile che ci vede tutti coinvolti anche se non ce ne rendiamo conto. Dobbiamo cercare, ognuno coi propri mezzi, di cambiare questo
stato di cose e denunciare con chiarezza questa maniera, poco trasparente e affatto democratica, di "fare informazione". Vorremmo che fosse chiaro che i lavoratori del Gazzettino scesi in
sciopero stanno rischiando quello che hanno di più caro: il loro lavoro e la loro passione di fare giornalismo. Stanno rischiando perché sono ricattabili e, con tutta probabilità, ricattati. E
rischiano ancora di più perché i rapporti di forza non sono certo dalla loro parte. Per questo è necessario che tutti diano loro perlomeno solidarietà. Ne va della libertà di ognuno di noi di
essere informato da chi lo fa con passione e professionalità.
Giorgio Langella
Ezio Lovato
Federazione della Sinistra - coordinamento PdCI-PRC
Vicenza