Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Guido Zentile - Venerdi 3 febbraio, si è tenuta ad Arzignano nella sala comunitaria San Rocco, di fronte ad una platea di trenta persone, un incontro pubblico riguardante la crisi economica e i fenomeni razzisti che coinvolgono migranti, sinti e rom.
L'incontro promosso dalla Federazione Provinciale di Rifondazione Comunista al quale hanno partecipato, Emmanuel Maffi- dipartimento migranti CGIL - Vicenza, Gianni Dalla Riva - segretario provinciale FILCTEM - settore concia CGIL - Vicenza, Davide Casadio - presidente nazionale associazione sinti italiani in viaggio per il diritto e la cultura, è iniziato, nell'introduzione di Irene Rui (responsabile provinciale dipartimento politiche migratorie PRC-FdS), che ha rievocato il 27 gennaio - giornata della memoria – ricordo posto in sinergia con i fenomeni razziali dei nostri ultimi anni. Fenomeni di carattere istituzionale, leggi, regolamenti, ordinanze e circolari, a partire dalla capostipite Turco-Napolitano - Legge 40/98, passando attraverso la Bossi-Fini - Legge 30/02, per finire al Pacchetto Sicurezza - Legge 94/09, che ha istituito fra l'altro il reato di clandestinità, il permesso di soggiorno a punti e la tassa sullo stesso; che include anche i centri di identificazione ed espulsione, i regolamenti dei campi nomadi in sinergia ai campi di concentramento fascisti e nazisti; e i respingimenti in mare, i roghi appiccati ai campi nomadi (vedi Torino) paragonati allo shoah e al porrajmos.
Si è parlato, della presenza in Italia, sia di un razzismo istituzionale, come sopra accennato, sia di un razzismo privato, quello sul lavoro, per strada, ma anche su media, in rete, sui muri e sui bus, con murales e manifesti.
Si è puntualizzato come la tassa sul permesso di soggiorno, una tassa che deve essere abrogata poiché pone in pericolo di clandestinità migliaia di persone e famiglie che per insufficienza economica in periodo di crisi, non sarebbero nella condizione di versare l'obolo; ma anche perché è un'ulteriore imposta che si somma alla precedete di circa 75 Euro. Si è discusso sul fatto che il permesso di soggiorno deve essere sostituito unicamente dal documento d'identità per stranieri, rinnovabile all'anagrafe alla pari della nostra carta d'identità, valevole per la durata del soggiorno dello straniero. Il permesso di soggiorno legato all'occupazione, ora che il posto fisso per il governo Monti, non ha da esistere, è un problema. Con il precariato diventa esso stesso intermittente e flessibile, con la conseguenza che lo straniero, pur avendo versato più di 500 Euro per un permesso annuale, si potrebbe trovare con un permesso di sei giorni, a scadenza del contratto di lavoro, e dover chiederne un altro che gli dà l'autorizzazione di rimanere in Italia per un periodo di sei mesi alla ricerca di un'occupazione che non si trova; in alternativa la clandestinità, o Rosarno, Castelvolturno, dove la schiavitù non è stata abolita.
Il permesso di soggiorno, mette in difficoltà anche i stranieri nati in Italia, poiché raggiunto il 18esimo anno sonno costretti ad avere una occupazione per il rinnovo o altrimenti vengono rispediti in un Paese che non conoscono.
In Italia ci sono circa cinque milioni di migranti, circa un 8% della popolazione italiana, 500.000 solo in Veneto. Molti migranti a causa della crisi economica sono costretti a far rimpatriare le famiglie, con ragazzi che sono ormai italiani e non hanno legami con il Paese dei genitori, con il rischio di creare dei disadattati. La partenza dei migranti dall'Italia, è però, anche sintomo di un benessere non più esistente, e lo straniero abituato alla mobilità emigra in altri paesi dove ha legami con le comunità ivi presenti. E ciò che sta accadendo nel settore della concia, posti appetibili a suo tempo, pagati a cottimo, che nei momenti clou arrivavano a percepire anche più di 2.000 Euro al mese, ora si trovano con una busta paga di 600-700 Euro, meno di un'indennità di cassa integrazione; posti che rimangono vuoti e che nessuno occuperà, poiché sottopagati, nocivi, e con orari da sfruttamento.
Il razzismo si sviluppa anche per una mancanza di cultura; se negli anni 980 era permesso avere delle perplessità sull'arrivo dei primi migranti, con gli anni si sarebbe dovuto sviluppare una cultura dell'accoglienza che non c'è stata. Ci sono stranieri che sono in Italia da dieci anni e non conoscono ancora la lingua, ma al padrone non interessava che si acculturassero, bensì il "lavora e tasi", ora questi imprenditori si lamentano che i loro operai non capiscono nulla.
Davide Casadio ha posto l'accento sulla questione del lavoro dei sinti e dei rom, dove per loro non esiste occupazione fissa, perché quando "vengono a conoscenza che sei zingaro" gentilmente ti fanno presente che "non c'è posto per te", e non resta altro che per coloro che non esercitano lo spettacolo viaggiante, ormai sedentarizzati, costituire cooperative per la raccolta di materiale ferroso. Cooperative che non tutti possono permettersi. Le direttive europee sull'abolizione dei campi nomadi – continua Casadio – non vanno solo recepite, ma anche attuate e dare avvio alla costituzione delle microaree. Aggiunge inoltre, che si deve espandere la cultura e la conoscenza dei popoli, perché l'interazione e non l'assimilazione, permette di sconfiggere l'odio e il razzismo.
Questo incontro (tenutasi in questa sala fredda e indecorosa fornita dal Comune di Arzignano) – conclude Giuliano Ezzelini Storti, segretario provinciale PRC-FdS - è l'inizio per porre le basi affinché i Partiti di Sinistra lavorino insieme per risolvere le questioni che attanagliano gli stranieri. Quegli stranieri che oggi sono italiani, i cui figli hanno il diritto di essere riconosciuti come cittadini poiché nati in Italia. Nell'incontro è trasparito più volte che queste persone sono indispensabili all'economia, non solo produttiva, ma anche a tenere vivo un Paese che sta invecchiando.