Estratto da “Il Mattino di Padova”
Venezia.
Avevano preparato una mozione per costringere Zaia a rendere conto del voltafaccia sull’accoglienza dei profughi e a onorare gli impegni presi ma, alla fine, hanno avuto paura e fatto marcia
indietro. Co...sì, il documento annunciato martedì sera dai consiglieri del PD, sulle ali dell’entusiasmo per l’infelice
retromarcia del governatore, si è improvvisamente dissolto.
Il concetto è stato preservato e trasformato in un’interrogazione a risposta immediata, ritenuta più politicamentre soft a pochi giorni dai ballottaggi, sebbene tra i corridoi si dicesse che
anche qualche consigliere del PDL sarebbe stato pronto a sottoscriverla. “Per discuterla immediatamente avremmo dovuto ottenere il voto dell’assemblea all’unanimità, tuttavia, essendo evidente
che non sarebbe stato possibile, abbiamo preferito optare per un’altra strada” commenta il consigliere Claudio Sinigaglia, tra i promotori della mozione, che pure ammette “Se avessimo potuto
lacerare la maggioranza lo avremmo fatto volentieri, ma quando abbiamo capito che rischiavamo di lanciare un boomerang che avrebbe potuto ritorcersi contro di noi,danneggiandoci, abbiamo
preferito desistere”.
A quel punto è toccato a Pietrangelo Pettenò, capogruppo della Federazione della Sinistra Veneta che, dopo aver punzecchiato in più occasioni la gestione Zaia sui profughi ha lanciato una
raccolta di firme per la convocazione di un Consiglio regionale straordinario in cui il governatore sarà chiamato a spiegare il motivo del suo voltafaccia sull’accoglienza.
Abbiamo perso un’occasione – sostiene Pettenò – Zaia non ha avuto il pudore di venirci a spiegare il cambio netto di una posizione che lui stesso aveva tenuto ad illustrarci tre settimane fa,
mancando di rispetto al Consiglio, mentre l’assemblea ha perso l’occasione di dare un segnale dal punto di vista istituzionale”